HIBAPRESS – Abdellatif Baraka
L'ufficio del catasto di Agadir vive da mesi un'asfissia amministrativa senza precedenti, con la quale questa struttura vitale si è trasformata in una fonte quotidiana di tensione e conflitto, invece di essere un portale per garantire la sicurezza immobiliare e la protezione dei diritti.
Tra l'affollamento soffocante, i ritardi nell'esame dei fascicoli e la debolezza delle risorse umane, gli utenti si ritrovano in lunghe code senza fine, mentre l'ufficio del conservatore rimane chiuso di fronte a loro senza un chiaro elenco di ricevimenti, il che raddoppia la sensazione di umiliazione e smarrimento.
Questa situazione ricorrente ha innescato più volte scintille di protesta a cui hanno partecipato marocchini e stranieri, i cui interessi sono stati danneggiati a causa della procrastinazione e del fallimento nell'elaborazione dei loro fascicoli.
Tuttavia, ciò che accade all'interno di questo organismo non si limita al disordine amministrativo, ma si estende a profondi problemi strutturali che minacciano la fiducia dei cittadini nell'intero sistema immobiliare, tra cui il ritardo nell'esecuzione delle sentenze definitive, sebbene siano decisive e obbligatorie, il che lascia fascicoli congelati per anni e colpisce la sicurezza immobiliare nel profondo.
Anche i conflitti e le contraddizioni delle richieste di conservazione aumentano, in mezzo a procedure complesse e controversie in cui le procedure amministrative si intrecciano con quelle giudiziarie, il che aumenta la complessità dell'elaborazione dei fascicoli e il ritardo nel prendere decisioni al riguardo.
Ad aggiungere alla gravità della situazione è la recente menzione di reti mafiose immobiliari che si insinuano in alcune amministrazioni sensibili, sfruttando le lacune nelle procedure e, a volte, beneficiando della collusione di funzionari, al fine di impossessarsi di proprietà, in particolare quelle appartenenti a investitori, stranieri o proprietari di immobili non definitivamente conservati. Queste accuse diffuse approfondiscono la crisi di fiducia e spingono i cittadini a sentire che i loro diritti non sono sufficientemente protetti.
A livello procedurale, le difficoltà delle procedure di conservazione e identificazione sono chiaramente evidenti, in particolare nei fascicoli che presentano controversie o l'assenza di alcuni aventi diritto, e le sfide legali e le complessità dell'interpretazione delle leggi immobiliari costituiscono un'altra causa della persistenza delle controversie e del fallimento della loro risoluzione, in un momento in cui i testi e gli orientamenti dovrebbero essere più chiari per proteggere la sicurezza immobiliare.
Nonostante i tentativi di governance digitale adottati dall'Agenzia Nazionale per la Conservazione Fondiaria, il Catasto e la Cartografia (ANCFCC), la sua attuazione sul campo incontra ostacoli, a causa della debolezza delle risorse umane, dell'assenza di organizzazione interna e dell'intensificazione della pressione sui dipendenti.
Di fronte a questa realtà intricata, le voci delle persone colpite si alzano, chiedendo l'attuazione senza indugio delle sentenze definitive, l'avvio delle procedure di indagine su tutte le accuse di corruzione e manipolazione e la responsabilizzazione di tutti coloro che sono dimostrati coinvolti nel danneggiare i diritti dei cittadini. Queste persone chiedono inoltre la semplificazione e la chiarificazione delle procedure e la fornitura di risorse umane sufficienti in grado di far fronte al crescente volume di pressione, in modo che l'ufficio del catasto possa riacquistare il suo ruolo naturale di garante della proprietà e custode della sicurezza immobiliare.
La crisi che sta vivendo questa struttura vitale non è più un semplice malfunzionamento passeggero, ma è diventata un indicatore allarmante della fragilità di un sistema che dovrebbe essere caratterizzato da accuratezza, trasparenza e rigore legale. Di fronte all'espansione della portata delle denunce e delle proteste, appare urgente un intervento urgente che ripristini la fiducia dei cittadini e protegga i loro diritti, prima che questa asfissia amministrativa e procedurale si trasformi in una reale minaccia per gli investimenti e la stabilità immobiliare in una città in cui gli immobili valgono più dell'oro.





