HIBAPRESS – Rabat
L'amministrazione della prigione centrale di Moul El Berki ad Asfi ha rilasciato un comunicato esplicativo in risposta a quanto contenuto in una registrazione video diffusa sul social network "Facebook", pubblicata dalla madre del detenuto (D.H.), che conteneva affermazioni sulla sofferenza del figlio per disturbi mentali e la sua esposizione, a suo dire, a pressioni da parte di alcuni dipendenti e provocazioni da parte di detenuti all'interno dell'istituto penitenziario.
L'amministrazione dell'istituto, nella sua dichiarazione, ha chiarito che il detenuto in questione è sottoposto a regolari controlli medici all'interno dell'infermeria della prigione, sotto la supervisione di un medico specialista in malattie neurologiche e mentali, sottolineando che la sua condizione di salute è curata in conformità con le norme e gli standard medici in vigore all'interno degli istituti penitenziari. Per quanto riguarda le preoccupazioni sollevate circa l'esposizione del detenuto a pressioni o maltrattamenti da parte dei dipendenti, l'amministrazione della prigione ha negato categoricamente queste affermazioni, considerandole false. Ha invece sottolineato che il detenuto è noto per la cattiva condotta e l'aggressività e ha precedenti di autolesionismo, e inoltre non rispetta le regole organizzative in vigore all'interno dell'istituto, in particolare quelle relative alla chiusura della porta della cella comune in cui risiede. Per quanto riguarda la madre del detenuto, la dichiarazione ha chiarito che la sua presenza è limitata al deposito di somme di denaro presso la tesoreria, per consentire al figlio di acquistare le sue necessità di base, senza visitarlo, per evitare abusi da parte sua. L'amministrazione dell'istituto ha anche affermato che la madre del detenuto aveva precedentemente dichiarato che suo figlio soffre di schizofrenia, esprimendo il desiderio di sottoporlo a cure psichiatriche prima del suo rilascio. L'amministrazione della prigione centrale di Moul El Berki, alla fine della sua dichiarazione, ha sottolineato il suo impegno a rispettare la dignità dei detenuti e a garantire il loro diritto all'assistenza sanitaria e al trattamento umano, applicando le leggi e i regolamenti interni in vigore all'interno dell'istituto.





