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Shakroun presenta una denuncia alla magistratura contro la madre di Elias El Malki per diffamazione e incitamento

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HIBAPRESS – Casablanca

L'avvocato Ahmed Shakroun ha presentato giovedì una denuncia ufficiale al Procuratore del Re presso il tribunale di primo grado di Casablanca contro la madre di Elias El Malki, esponendo fatti relativi a ciò che ha ritenuto atti diffamatori, minacce e incitamento all'odio e diffamazione, sulla scia della registrazione di una telefonata e della sua pubblicazione sui social media.

Shakroun ha spiegato, nel contenuto della denuncia a cui HIBAPRESS ha avuto accesso, di essere stato incaricato alla fine dello scorso novembre di difendere un gruppo di tassisti delle categorie grandi e piccoli, appartenenti al sindacato dell'Unione Democratica Marocchina del Lavoro, a seguito della circolazione di un video sulle piattaforme social, attribuito a Elias El Malki, contenente espressioni che ha considerato offensive e dannose per i professionisti del settore. Ha sottolineato che il suddetto video conteneva insulti e diffamazioni pubbliche contro i tassisti in Marocco, con l'uso di descrizioni volgari e oscene, il che ha portato, dopo aver consultato la dirigenza sindacale, ad adottare la procedura per presentare denunce collettive individuali a favore di un gran numero di persone danneggiate, al fine di risarcire il danno, oltre a presentare una denuncia alla Procura per provare lo status e collegarlo al fascicolo esaminato dal tribunale di primo grado di El Jadida. L'avvocato ha osservato che nel dicembre di quest'anno ha iniziato a depositare un gruppo di denunce presso il Procuratore del Re, accompagnate dai nomi dei soggetti interessati in modo preciso, dove sono state prese le misure necessarie secondo le istruzioni della Procura, al fine di inoltrarle alle autorità competenti per avviare la procedura di indagine e ricerca. Shakroun ha sottolineato di aver ricevuto la notte del 22 dicembre una telefonata da Aziz Zaitouni, il primo vicepresidente del sindacato dell'Unione Democratica Marocchina del Lavoro, informandolo di aver ricevuto telefonate da persone che hanno detto che tra loro c'era la madre di Elias El Malki, nel tentativo di aprire la porta alla riconciliazione e fermare i procedimenti, a condizione di pagare le tasse professionali dovute all'avvocato. Ha aggiunto che la madre del soggetto in questione ha cercato di contattarlo telefonicamente la stessa sera senza rispondere, prima di chiamare di nuovo il giorno successivo, esprimendo il desiderio di ottenere rinunce scritte per porre fine alle azioni legali, cosa che ha confermato essere condizionata esclusivamente al pagamento delle tasse professionali, che sono state discusse con una persona che si è presentata come giornalista di un canale elettronico. Ha spiegato che una telefonata lo ha messo in contatto con la madre di Elias El Malki lo stesso giorno, in cui si è discusso della sua presenza in ufficio per ricevere le rinunce in cambio della regolazione delle tasse, negando categoricamente ciò che si diceva riguardo alla richiesta di somme di denaro esorbitanti, e sottolineando che la questione riguarda i diritti professionali garantiti dalla legge all'avvocato nell'ambito del contratto di rappresentanza, in conformità con le disposizioni della legge sulla professione forense. Shakroun ha ritenuto che la registrazione di quella telefonata e la sua pubblicazione sui social media fossero destinate a ritrarlo nell'immagine di chi ricatta, cosa che ha definito contraria alla verità e alla legge, ricordando di sostenere il sindacato dell'Unione Democratica Marocchina del Lavoro da molti anni in un quadro professionale e legale chiaro. L'avvocato ha confermato nella sua denuncia che ciò che è stato discusso attraverso quei videoclip e l'eco mediatica che li ha accompagnati non si basa su alcuna base reale, ritenendo che lo scopo fosse quello di pregiudicare la sua reputazione professionale e distorcere la sua immagine agli occhi dell'opinione pubblica, il che ha lasciato in lui gravi danni psicologici, secondo la sua espressione. L'avvocato ha concluso la sua denuncia chiedendo al Procuratore del Re di dare istruzioni per aprire un'indagine approfondita e accurata sui fatti esposti, che includa tutte le parti coinvolte, compresa la madre di Elias El Malki e alcuni creatori di contenuti e influencer sui social media, oltre a tutti coloro che hanno emesso minacce o incitamenti contro di lui.