HIBAPRESS – Casablanca
Dopo un'attesa di oltre 11 anni, i residenti di Casablanca hanno accolto con favore l'apertura del parco zoologico "Ain Sebaa", ma questa gioia non si è completata per la categoria delle persone con bisogni speciali e le loro famiglie, che si sono ritrovate di fronte a una "barriera materiale" inaspettata; una tariffa d'ingresso che hanno considerato "escludente" e che non tiene conto della loro situazione sociale ed economica.
L'area intorno al parco ha visto una massiccia protesta sabato 17 gennaio, organizzata da associazioni e famiglie di persone con disabilità, per denunciare l'imposizione di un biglietto d'ingresso di 30 dirham per questa categoria. I manifestanti hanno sventolato striscioni che chiedevano l'accesso gratuito per i disabili e i loro accompagnatori, sottolineando che questo parco è una "struttura pubblica" costruita con denaro pubblico e che le fasce vulnerabili hanno il diritto di accedervi senza vincoli finanziari. In una dichiarazione al sito web di HIBAPRESS, uno dei manifestanti ha sottolineato: "Non chiediamo l'elemosina, ma chiediamo i nostri diritti. Come può un cittadino con disabilità che non ha reddito mensile o sussidi statali pagare 30 dirham? E se viene con la sua famiglia, il costo può superare i 200 dirham, il che è una somma proibitiva per le famiglie semplici." La telecamera di HIBAPRESS ha anche ripreso casi umani dolorosi di madri venute da diverse regioni sperando di portare gioia nei cuori dei loro figli. Una delle madri, mentre nutriva sua figlia disabile davanti all'ingresso del parco, ha detto con amarezza: "Abbiamo aspettato 11 anni per vedere questo spazio, e oggi siamo sorpresi dal fatto che la povertà e la disabilità ci impediscano di entrare. Riusciamo a malapena a pagare per le medicine e le forniture mediche, quindi come possiamo pagare i biglietti?" La rabbia non si è limitata solo alle tariffe, ma si è estesa al "Consiglio Comunale" e ai rappresentanti eletti della zona di Ain Sebaa, che i manifestanti hanno accusato di assenteismo dalla scena e di non difendere i diritti dei residenti. I manifestanti hanno rivolto un appello diretto alla società "Casablanca Events" (responsabile della gestione) per rivedere immediatamente il sistema tariffario, ricordando le alte direttive reali che pongono le persone con bisogni speciali al centro delle priorità nazionali.





