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Scenari previsti dopo le elezioni del 2026.. tra test di equilibrio e armonia governativa

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HIBAPRESS – Abdellatif Baraka

Con l'avvicinarsi delle prossime elezioni legislative, l'interesse cresce non solo per i risultati del voto, ma anche per ciò che seguirà, ovvero complesse trattative politiche per formare la maggioranza governativa.

L'esperienza politica marocchina ha dimostrato che il momento successivo alle elezioni non è meno importante del giorno stesso del voto, in quanto è la fase in cui si definiscono le caratteristiche del potere esecutivo e gli equilibri all'interno del parlamento.

I primi segnali indicano che lo scenario politico si sta muovendo verso una maggiore frammentazione partitica, dove è difficile per un singolo partito garantire la maggioranza assoluta, il che rende l'opzione delle alleanze un imperativo inevitabile. Questo dato riporta in primo piano la logica del consenso e dei compromessi anziché la logica dell'egemonia partitica.

In questo contesto, è probabile che i grandi partiti, sia quelli che hanno guidato l'attuale governo sia quelli che li sfidano con forza, cerchino di costruire ampie alleanze che includano partiti medi e piccoli, per garantire una comoda maggioranza numerica all'interno della Camera dei Rappresentanti.

Questo tipo di alleanze potrebbe dare al prossimo governo stabilità istituzionale, ma in cambio potrebbe produrre una maggioranza politicamente e programmaticamente eterogenea, il che pone sfide in termini di armonia nel processo decisionale.

D'altra parte, la possibilità di formare nuove alleanze al di fuori degli schieramenti tradizionali rimane forte, soprattutto alla luce dell'emergere di nuovi volti politici e di movimenti notevoli all'interno di alcuni partiti, come il trasferimento di importanti figure parlamentari tra le organizzazioni politiche.

Questi cambiamenti potrebbero ridisegnare la mappa parlamentare e imporre diverse equazioni negoziali, basate non solo sulla vicinanza ideologica, ma anche sui calcoli elettorali e sulla posizione all'interno del parlamento.

Non si può escludere lo scenario di un governo formato da una maggioranza "fragile", basata su alleanze contingenti che possono essere rinegoziate con ogni importante tappa legislativa o politica, il che potrebbe riflettersi sul ritmo delle riforme e sulla capacità del governo di attuare il suo programma in una prospettiva temporale stabile. Anche la debole coesione all'interno della maggioranza potrebbe aprire la strada all'opposizione per svolgere ruoli influenti all'interno del parlamento, sia attraverso iniziative legislative sia attraverso il controllo politico.

Al contrario, alcuni attori politici sollevano l'opzione di un "governo di consenso nazionale" nel caso in cui le elezioni producano un parlamento molto frammentato, in cui è difficile costruire una chiara maggioranza. Questa opzione, sebbene eccezionale, rimane teoricamente in discussione per evitare una situazione di stallo politico, soprattutto alla luce delle grandi scommesse economiche e sociali che attendono il prossimo governo.

In conclusione, le alleanze dopo le elezioni del 2026 non saranno solo un accordo tecnico per raccogliere i seggi, ma saranno un vero e proprio banco di prova per la maturità dell'esperienza democratica marocchina e la capacità dei partiti di mettere l'interesse pubblico al di sopra dei calcoli ristretti. Il successo di qualsiasi futuro governo non sarà misurato solo dal numero dei suoi componenti, ma dal suo grado di armonia e dalla sua capacità di trasformare il consenso politico in politiche pubbliche efficaci che rispondano alle aspirazioni dei cittadini.