HIBAPRESS – W.M.A.
Il capo del governo, Aziz Akhannouch, ha affermato oggi martedì presso il Consiglio dei Consiglieri, che il governo si è impegnato negli ultimi anni in un percorso di riforma volto a passare da una gestione frammentaria dello sport alla costruzione di un sistema integrato, basato sull'organizzazione, l'inquadramento, l'ampliamento della base di pratica e il miglioramento dell'offerta sportiva.
Akhannouch, in una presentazione fatta durante la sessione mensile di domande relative alla politica generale, dedicata al tema "Politiche governative nel campo dello sport: risultati e sfide", ha spiegato che il primo indicatore di questo cambiamento è la struttura organizzativa dello sport nazionale, dove oggi il Marocco ha 57 federazioni sportive nazionali, che supervisionano le diverse specialità, inquadrano le competizioni e accompagnano la formazione, e vegliano sulla rappresentanza del Marocco a livello continentale e internazionale.
Oltre a queste federazioni, ha aggiunto il capo del governo, ci sono 261 leghe regionali, un numero che riflette l'estensione territoriale del sistema sportivo e conferma che l'organizzazione non è più confinata al centro.
Nello stesso contesto, il capo del governo ha sottolineato l'importanza del tessuto associativo vicino ai cittadini e in grado di accogliere la pratica quotidiana, sottolineando che il numero delle associazioni sportive ha visto uno sviluppo notevole, passando da circa 4.745 associazioni nel 2021 a più di 7.000 associazioni nel 2025, con un aumento superiore al 53%.
Ha sottolineato che questo tessuto comprende oggi circa 500.000 iscritti, considerando che questo numero "riflette l'ampiezza della base di pratica, ma allo stesso tempo ci pone di fronte a una grande responsabilità in termini di inquadramento, qualità e governance".
A livello di offerta sportiva, il capo del governo ha registrato che sono state sostenute e riqualificate circa 2.500 strutture sportive e sociali nello stesso periodo, evidenziando che il Marocco ora ha una vasta e diversificata rete di infrastrutture, che comprende più di 1.050 campi di quartiere, 157 sale polisportive e 717 centri socio-sportivi di quartiere, senza contare le strutture sportive in cui hanno investito le comunità territoriali con le loro risorse proprie.
Ha sottolineato in questo contesto che l'importanza di questi numeri sta nel fatto che riflettono una chiara scelta di non accontentarsi di investire in grandi infrastrutture con un impatto simbolico, ma di indirizzare una parte essenziale dello sforzo pubblico verso lo sport di quartiere.
Ha registrato che il programma per la creazione di 800 campi di quartiere nel mondo rurale e semi-urbano, nel periodo dal 2021 al 2025, è un cantiere strategico che incarna la visione pubblica dello Stato nel rendere lo sport un diritto disponibile a tutti i cittadini, non un privilegio confinato alle grandi città.
Akhannouch ha aggiunto che l'orientamento degli investimenti pubblici verso i campi di quartiere e i centri socio-sportivi all'interno delle comunità rurali e dei quartieri urbani sprovvisti di attrezzature è stata un'esplicita espressione della volontà politica di rendere la pratica sportiva un diritto effettivo non legato al luogo né alla capacità economica.
Ha sottolineato l'importanza di collegare i campi di quartiere con gli altri componenti del sistema sportivo, in particolare le scuole e le associazioni, evidenziando che l'approccio integrato che fa del campo di quartiere un anello di collegamento tra lo studente, l'associazione e il quartiere, è in grado di trasformare queste strutture in strumenti efficaci per l'educazione, la prevenzione e la costruzione di capitale umano locale.





