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L’associazione dei media e degli editori chiede la divulgazione dell’elenco dei beneficiari del sostegno pubblico

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HIBAPRESS – Rabat. L'Associazione Nazionale dei Media e degli Editori ha chiesto oggi, giovedì, la divulgazione dell'elenco dei beneficiari del sostegno pubblico dal 2005 al 2025, apprezzando, in un contesto separato, la recente decisione della Corte Costituzionale in merito al disegno di legge che disciplina il Consiglio Nazionale della Stampa.

Ciò è avvenuto in un comunicato stampa a seguito della riunione del bureau esecutivo dell'associazione mercoledì scorso, per discutere quella che ha definito "la campagna diffamatoria contro l'Associazione Nazionale dei Media e degli Editori", e "gli sviluppi del disegno di legge sul Consiglio Nazionale della Stampa alla luce della recente decisione della Corte Costituzionale", e "il sostegno e la sostenibilità dell'impresa giornalistica". Dopo aver letto la Fatiha in ricordo delle anime dei defunti colleghi Najib Al-Salmi e Hassnae Boufoulja, il presidente dell'associazione, Idriss Chahatane, ha tenuto, secondo il comunicato stampa, una presentazione in cui ha ricordato il percorso dell'associazione dalla sua fondazione e ciò che ha raggiunto in termini di obiettivi e risultati che hanno superato le aspettative, in quanto ha salvato il settore da una morte certa e gli ha permesso di superare la crisi esistenziale rappresentata dalla pandemia di Covid-19, e le sue conseguenze fino ad oggi". Il presidente dell'associazione ha aggiunto che "l'associazione ha una visione futura chiara e completa che mira a strutturare l'impresa giornalistica affinché possa alla fine fare affidamento su se stessa e sulle proprie risorse, attraverso una profonda riforma del sistema della stampa e dei media nel suo complesso, a partire dalla riabilitazione delle risorse umane in termini di condizioni di lavoro e formazione, senza trascurare la loro situazione finanziaria, e passando attraverso la revisione dei compiti e delle strutture del Consiglio Nazionale della Stampa, quindi affrontando le principali questioni relative agli equilibri finanziari e al modello economico dell'impresa, compreso il rapporto con le grandi aziende digitali e le piattaforme globali e la pubblicità". Chahatane ha toccato "il cantiere per la riforma della stampa sportiva e la rottura con la logica dell'irresponsabilità e della rendita", sottolineando che "questi cantieri sono stati lanciati, in coordinamento con le autorità pubbliche interessate, che hanno visto nella nostra associazione l'interlocutore serio e credibile per sviluppare una tabella di marcia che ha tenuto conto della specificità di ogni impresa, grande, media e piccola, cartacea o elettronica, regionale o nazionale". In questo contesto, ha precisato che "alcune parti, sebbene poche, hanno preferito agitare le acque torbide e hanno sfruttato tutte le capacità lecite e illecite per far fallire questo progetto, usando metodi economici di fughe di notizie illegali e interessi temporanei con attori politici che hanno visto in questo dossier, che è fondamentalmente settoriale, relativo esclusivamente al futuro delle professioni giornalistiche, un'opportunità per ottenere vantaggi elettorali in modo populista". Il presidente dell'Associazione Nazionale dei Media e degli Editori ha aggiunto che "la prova di ciò è quanto detto dal leader di un partito politico in una seduta plenaria nella rispettabile Camera dei Rappresentanti, in cui ha coinvolto il presidente dell'associazione e i suoi membri dopo averli etichettati come "frazioni dei media", considerando che l'Associazione Nazionale dei Media e degli Editori ha sempre preso le distanze dai rivali politici perché include tra le sue fila tutte le sfumature della stampa, compresa quella indipendente, di partito, regionale e altre, e si considera il quarto potere, quindi non è concepibile che prenda un partito o un'autorità come avversario, ma al contrario mira all'integrazione con lo scenario politico e mira a sviluppare il senso politico nella società". Per quanto riguarda la legge che disciplina il Consiglio Nazionale della Stampa, la cui costituzionalità di alcune disposizioni di alcuni suoi articoli è stata dichiarata dalla Corte Costituzionale, Chahatane ha apprezzato la suddetta decisione e ha sottolineato che l'associazione "non si posiziona come parte vincente o perdente, ma come attore che ritiene che la decisione della Corte Costituzionale non abbia rivisto le questioni fondamentali che difendiamo, come l'adesione al Consiglio, ma apprezziamo questa decisione, anche se le sue conseguenze sono che ritarderà il rinnovo dei suoi membri e quindi il Consiglio rimarrà paralizzato almeno fino alla sessione parlamentare nell'aprile 2026 e forse oltre, mentre le questioni attuali devono essere affrontate come il rinnovo delle tessere stampa e del treno e il lavoro delle altre commissioni come l'etica e l'arbitrato e altro". Per quanto riguarda la questione del sostegno pubblico all'impresa giornalistica, il presidente dell'associazione ha sollevato "diverse opzioni, tra cui chiedere all'Alta Commissione per i Conti di rivelare l'elenco dei beneficiari del sostegno dal 2005 al 2025 e il suo destino e le sue implicazioni sui media e chi sono i veri beneficiari del sostegno fino a quando la piena trasparenza non sarà raggiunta". Dopo un'ampia discussione durante la quale hanno preso la parola tutti i membri dell'associazione, i membri hanno elogiato "la dedizione della leadership, il suo lavoro diligente e i suoi sacrifici per la difesa dell'impresa mediatica e hanno elogiato le sue iniziative e le opere notevoli che ha svolto da quando ha assunto la responsabilità, con altruismo e preferenza che sono rari. Sono state testimonianze piene di apprezzamento e gratitudine da parte di tutti gli intervenuti, chiedendo di continuare il cammino a beneficio della professione e dei professionisti". I membri dell'associazione hanno espresso la loro grande sorpresa per "le brutte parole pronunciate durante l'intervento del leader di un partito politico all'interno della cupola del Parlamento contro i membri dell'associazione e il suo presidente, in una seduta plenaria trasmessa alla radio e alla televisione, che richiedono una forte condanna, dichiarando che non si lascerà coinvolgere nel pantano il cui scopo è quello di suscitare "buzz" e aizzare l'opinione pubblica contro di essa al fine di lucidare l'immagine, al servizio di un'agenda elettorale".