HIBAPRESS – Ahmed El Msaed
L'Associazione marocchina per la cittadinanza e i diritti umani, che ha lo status consultivo speciale presso le Nazioni Unite (ECOSOC), ha rilasciato una dichiarazione severa in cui condanna ciò che ha definito "il grave crimine" commesso da elementi dell'esercito algerino, che ha portato alla morte a sangue freddo di tre cittadini marocchini nella zona di confine nella provincia di Béchar.
L'associazione, secondo un comunicato ricevuto dal sito HIBAPRESS, ha descritto l'incidente come un "omicidio extragiudiziale" e una grave violazione del diritto internazionale umanitario. L'organizzazione per i diritti umani ha affermato che l'uso della forza letale contro i civili non può essere giustificato con alcun pretesto di sicurezza o affermazioni legate alla lotta al contrabbando, sottolineando che le legislazioni nazionali e internazionali non consentono l'esecuzione sommaria, soprattutto in assenza di un pericolo imminente per la vita degli agenti di sicurezza. L'associazione ha ritenuto le autorità algerine e il regime militare al potere pienamente responsabili, legali e politici, di questo incidente, annunciando una serie di richieste urgenti, tra cui: – Aprire un'indagine internazionale: indipendente e trasparente sotto la supervisione di meccanismi delle Nazioni Unite specializzati per determinare le responsabilità e predisporre le sanzioni. – Responsabilità penale: rintracciare tutti coloro che sono coinvolti nell'emissione di ordini o nell'esecuzione dell'operazione di uccisione, rifiutando di accontentarsi di dichiarazioni unilaterali. – Giustizia per le vittime: consentire alle famiglie delle vittime di esercitare i propri diritti alla verità e alla giustizia e consegnare le salme per la sepoltura con dignità. In un contesto correlato, l'associazione ha invitato lo Stato marocchino ad assumersi le proprie responsabilità costituzionali e internazionali attivando i meccanismi delle Nazioni Unite per i diritti umani, in particolare i relatori speciali incaricati delle esecuzioni extragiudiziali. L'associazione ha inoltre annunciato la sua intenzione di studiare i modi per ricorrere alle procedure giudiziarie internazionali per garantire che i colpevoli non sfuggano alla punizione. L'organizzazione ha concluso la sua dichiarazione avvertendo che la continuazione di queste pratiche costituisce "una pericolosa provocazione per il Marocco e un'escalation irresponsabile" che minerebbe la sicurezza umana e aumenterebbe le tensioni nella regione, sottolineando che "il sangue marocchino non è permesso" e che il silenzio internazionale di fronte a questi crimini costituisce una collusione indiretta che incoraggia la ripetizione delle violazioni.





