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Dichiarazione di Marrakech: passi internazionali decisivi per porre fine al lavoro minorile

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Oggi, venerdì, a Marrakech, si sono conclusi i lavori della sesta Conferenza mondiale per porre fine al lavoro minorile, con l'adozione della Dichiarazione di Marrakech, che rappresenta un rinnovato impegno da parte della comunità internazionale per eliminare questo fenomeno entro il 2030.

Questa dichiarazione evidenzia la necessità di un cambiamento nell'approccio verso azioni trasformative, basate su approcci inclusivi e integrati e incentrati sui diritti umani, sottolineando l'importanza del dialogo sociale e il ruolo dei partner sociali nella lotta contro il lavoro minorile. La Dichiarazione di Marrakech sottolinea l'urgenza di intensificare l'azione collettiva per affrontare questa sfida, che rimane preoccupante a livello globale, invitando, in particolare, a rafforzare la cooperazione internazionale, in particolare la cooperazione Sud-Sud e la cooperazione triangolare, e ad adeguare le normative nazionali alle convenzioni internazionali pertinenti, in particolare le convenzioni n. 138 e n. 182 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, nonché ad accelerare l'attuazione delle politiche pubbliche multisettoriali. Sottolinea inoltre la necessità di affrontare le cause strutturali del lavoro minorile, in particolare la povertà, il settore informale e le disuguaglianze, attraverso il rafforzamento dell'accesso a un'istruzione di qualità, alla protezione sociale e ai servizi di base, soprattutto nelle aree rurali e vulnerabili. La dichiarazione evidenzia inoltre l'importanza di intensificare gli sforzi per eliminare le peggiori forme di lavoro minorile, in particolare rafforzando i sistemi di ispezione del lavoro e adottando sanzioni adeguate, oltre a prendersi cura dei bambini vittime, anche a livello psicosociale ed educativo. Inoltre, la dichiarazione presta particolare attenzione alle nuove sfide, in particolare lo sfruttamento dei bambini online, le implicazioni dei conflitti armati e gli effetti dei cambiamenti climatici e delle crisi economiche sulla vulnerabilità dei bambini. In un discorso durante la sessione di chiusura di questa conferenza mondiale, il Ministro dell'Integrazione Economica, delle Piccole Imprese, dell'Occupazione e delle Competenze, Younes Sekkouri, ha sottolineato l'importanza della cooperazione regionale e interregionale come leva strategica per affrontare le sfide transfrontaliere legate al lavoro minorile, in particolare all'interno delle catene di approvvigionamento e delle dinamiche migratorie. Ha inoltre sottolineato il ruolo del settore privato nella moralizzazione delle catene del valore e la necessità di rafforzare i meccanismi di monitoraggio, la raccolta di dati e lo scambio di competenze tra i paesi. In questo contesto, ha sottolineato l'imperativo di adottare approcci integrati basati sul territorio, che prevengano efficacemente l'accesso dei bambini alle varie forme di lavoro minorile, facilitando la loro fuoriuscita da queste situazioni ed evitando il loro passaggio da una forma di lavoro minorile all'altra. Questa conferenza, organizzata sotto l'alto patrocinio di Sua Maestà il Re Mohammed VI, dal Ministero dell'Integrazione Economica, delle Piccole Imprese, dell'Occupazione e delle Competenze, in collaborazione con l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, ha riunito funzionari governativi, rappresentanti di organizzazioni internazionali, partner sociali, oltre ad attori della società civile. Questo incontro internazionale rientra nella valutazione dei progressi compiuti dalla quinta Conferenza mondiale di Durban nel 2022, con l'individuazione delle sfide in corso e la definizione di una tabella di marcia ambiziosa volta ad accelerare l'eliminazione del lavoro minorile a livello globale. (e con)