HIBAPRESS – I. As-Simlali
Dopo il clamore che ha accompagnato l'inizio della stagione drammatica del Ramadan e le successive critiche e confronti tra la produzione locale e le opere straniere, l'attore Omar Lotfi ha scelto di rompere il silenzio dei tradizionali post per inviare un messaggio diretto che portava molta difesa del "prodotto locale".
Lotfi, che sembra aver percepito un'ingiustizia che colpisce gli sforzi dei suoi colleghi sul campo, non ha esitato a esprimere il suo risentimento per l'autoflagellazione praticata da alcuni, sottolineando: "Per Dio, sapete come lavorano queste persone… Non paragonatele a nessuno", in un chiaro riferimento all'entità dei sacrifici e dei dietro le quinte estenuanti che lo spettatore non vede dietro lo schermo, invitando a rendere giustizia al creatore marocchino che lavora in circostanze eccezionali per raggiungere la corsa al tempo del Ramadan. L'artista non si è fermato ai limiti della difesa tecnica, ma ha puntato le sue frecce critiche verso il fenomeno dell'"ammirazione per gli stranieri" che considera una semplice dipendenza senza scopo, dove si è rivolto ai critici del dramma nazionale con una frase dura che dice "Basta battere le mani agli stranieri, non vi ascoltano". Da parte sua, Lotfi ha considerato che il vero successo non si misura in una stagione, ma nella continuità per tutto l'anno, spiegando che il Ramadan è solo un punto d'incontro passeggero e non l'unico metro di giudizio della qualità, e ha concluso il suo post con un invito esplicito ai marocchini a prestare attenzione al prodotto interno e a esserne orgogliosi lontano dal complesso di inferiorità, sottolineando che l'orgoglio per le opere nazionali è l'unico modo per migliorarle invece di cercare un riconoscimento che non verrà dall'estero.





