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Ginevra.. Nadia Attia difende i diritti delle persone con disabilità davanti al Consiglio per i diritti umani

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HIBAPRESS – Ahmed Al Mosaaid

Nell'ambito dei lavori della sessantunesima sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, la società civile marocchina ha registrato una notevole presenza nel dibattito annuale dedicato ai diritti delle persone con disabilità. Nadia Attia, presidente dell'Unione marocchina delle associazioni che operano nel campo della disabilità intellettuale, ha presentato una visione completa dei diritti per promuovere la cultura della pace attraverso l'effettiva attuazione dei diritti di questa categoria.

Impegni legali, non opzioni tecniche

Nel suo intervento a nome dell' "Organizzazione per la promozione dello sviluppo economico e sociale" (PDES), Attia ha sottolineato che fornire infrastrutture inclusive, compresi i trasporti, l'alloggio e i servizi pubblici, non è solo una "sfida tecnica" o un'iniziativa opzionale, ma è un chiaro impegno legale derivante dalle disposizioni della Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità, in particolare gli articoli relativi all'accessibilità, alla mobilità personale e al diritto alla vita indipendente.

La relatrice ha avvertito che l'assenza di servizi di trasporto adeguati "porta a porta" e le scarse sistemazioni ragionevoli nel campo dell'alloggio, contribuiscono direttamente alla riproduzione dell'esclusione istituzionale, impedendo l'autonomia di questa categoria e privandola della piena partecipazione alla vita economica e sociale, soprattutto nelle zone rurali e nei settori fragili.

Tre priorità per l'effettiva integrazione

Sulla base dei rapporti dell'Alto Commissariato per i diritti umani, Nadia Attia ha definito tre assi strategici per garantire la transizione verso una vera integrazione:

In primo luogo, dall'iniziativa alla pianificazione: passare da iniziative isolate a un approccio di "progettazione per tutti" all'interno di una pianificazione integrata degli investimenti, che garantisca l'accesso all'ambiente fisico e ai sistemi informativi, collegando ciò a bilanci chiari e indicatori di performance misurabili.

In secondo luogo, il diritto alla vita indipendente: garantire la libertà delle persone con disabilità di scegliere il luogo e lo stile di vita, lontano dalle politiche di segregazione all'interno di istituzioni chiuse.

Terzo, governance partecipativa: attivare il principio "niente su di noi senza di noi" attraverso il coinvolgimento delle organizzazioni che rappresentano questa categoria in tutte le fasi di preparazione e valutazione delle politiche pubbliche.

Appello per i meccanismi di responsabilità

La presidente dell'Unione marocchina delle associazioni che operano nel campo della disabilità intellettuale ha concluso il suo intervento invitando gli Stati membri a superare gli "impegni politici" e ad adottare meccanismi pratici che integrino gli standard di accesso e il diritto alla vita indipendente come condizione essenziale nelle politiche di investimento pubblico e nei piani di ripresa economica, rafforzando i meccanismi di responsabilità e trasparenza.

Questa partecipazione riflette la dinamica crescente della difesa marocchina nei forum internazionali e la capacità degli attori associativi di trasmettere la voce delle questioni nazionali con una dimensione dei diritti alla piattaforma delle Nazioni Unite a Ginevra, al fine di servire la promozione e la protezione dei diritti umani a livello globale.