HIBAPRESS – Marrakech: Mohamed Daher
Il terremoto di Al Haouz del 2023, che ha colpito vaste aree delle montagne dell'Alto Atlante l'8 settembre 2023, ha causato ingenti danni alle infrastrutture e a molte strutture vitali all'interno dei villaggi e delle frazioni colpite. Tra le strutture più colpite ci sono state le moschee, che costituiscono uno spazio centrale per la preghiera e la comunicazione sociale all'interno delle comunità rurali.
A seguito di questa calamità naturale, il Ministero degli Affari Islamici, attraverso la Direzione delle Moschee, ha annunciato il lancio di un programma per la ricostruzione e il restauro delle moschee danneggiate, nell'ambito degli sforzi di ricostruzione e di ritorno alla vita religiosa nelle aree che hanno perso un numero significativo di case di Dio a causa del terremoto.
Secondo i dati ufficiali, il programma comprende più di 500 moschee distribuite in diverse province gravemente colpite, tra cui la provincia di Al Haouz, Marrakech, la provincia di Chichaoua e la provincia di Taroudant. Il programma prevede la riabilitazione o la ricostruzione di 221 moschee nelle regioni di Marrakech e Chichaoua, 142 moschee a Taroudant, oltre a 171 moschee nella provincia di Al Haouz.
Era previsto che i lavori di questo programma iniziassero nel corso del 2025, con la programmazione della consegna di un certo numero di moschee prima della fine dello stesso anno, mentre il resto dei progetti sarebbe stato completato nel corso del 2026.
Tuttavia, i dati sul campo indicano che un certo numero di villaggi colpiti sta ancora aspettando la riapertura delle proprie moschee, mentre i residenti sono costretti a pregare in tende temporanee o in spazi alternativi che non sempre offrono le condizioni appropriate.
Questa situazione ha riacceso il dibattito sul ritmo dei progressi dei lavori di ricostruzione, soprattutto in considerazione del ruolo fondamentale che le moschee svolgono all'interno delle comunità rurali, non solo come luogo di culto, ma anche come spazio di comunicazione sociale e di rafforzamento dei legami tra i residenti.
Alla luce di questi sviluppi, diversi osservatori sollevano interrogativi sul grado di avanzamento dell'attuazione del programma di ricostruzione e sulla natura delle sfide che potrebbero incontrare questi progetti, sia che siano legate alle difficili condizioni geografiche delle aree montuose, sia agli aspetti tecnici e organizzativi legati alla realizzazione dei cantieri.
Questo dossier assume un'importanza particolare in considerazione della cura che Mohammed VI, in quanto Comandante dei Fedeli, dedica alle case di Dio e alla loro manutenzione e riabilitazione in diverse regioni del Regno, rafforzando il loro ruolo religioso e culturale all'interno della società marocchina.
Tra i programmi annunciati e le aspettative della popolazione colpita, il dossier sulla ricostruzione delle moschee di Al Haouz rimane uno dei dossier legati alla ricostruzione post-terremoto, in attesa del completamento dei cantieri e di consentire ai residenti dei villaggi di montagna di riappropriarsi dei propri spazi religiosi nel più breve tempo possibile.





