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L’approvvigionamento di grano in Marocco sotto pressione in mezzo ai disordini globali

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HIBAPRESS – Seguito

L'approvvigionamento di grano in Marocco sta affrontando crescenti pressioni ultimamente, a fronte dell'aumento globale dei costi di importazione derivanti dall'alto costo dei carburanti e dai disordini nel trasporto marittimo, il che ha riportato in primo piano domande urgenti sull'impatto di questi cambiamenti sul livello delle scorte e sulla stabilità dei prezzi nel mercato nazionale.

Questi sviluppi avvengono nel contesto delle tensioni geopolitiche nella regione del Golfo, a seguito della chiusura dello stretto di Hormuz, che ha sconvolto il movimento della navigazione internazionale e contribuito all'aumento dei prezzi del petrolio, il che si è riflesso direttamente sul costo del trasporto marittimo di cereali verso i porti marocchini.

Aumento dei prezzi e intervento statale

Il presidente dell'Università Nazionale dei Mulini, Moulay Abdelkader Alaoui, ha spiegato che i prezzi del grano nel mercato internazionale hanno effettivamente subito notevoli fluttuazioni nelle ultime settimane, a causa dei disordini legati ai prezzi del carburante e al movimento del trasporto marittimo, sottolineando che il costo dell'importazione è aumentato di circa 20 dollari a tonnellata, il che si è riflesso sul prezzo finale all'arrivo delle spedizioni in Marocco.

Alaoui ha affermato, in una dichiarazione a SNRTnews, che il prezzo del grano all'arrivo nei porti nazionali oscilla attualmente tra i 274 e i 280 dirham per quintale, evidenziando che lo Stato interviene per coprire la differenza tra il costo di importazione e il prezzo di riferimento fissato a 270 dirham per quintale, nell'ambito del meccanismo di sostegno volto a mantenere la stabilità dei prezzi e a rifornire regolarmente i mulini.

Ha aggiunto che questo meccanismo consente di sostenere gli importatori marocchini ogni volta che i prezzi internazionali superano la soglia di riferimento, al fine di evitare qualsiasi ripercussione diretta sul mercato interno.

Sfide di trasporto e accumulo di navi

Il presidente dell'Università Nazionale dei Mulini ha sottolineato che il problema non si limita all'aumento dei prezzi, ma include anche il ritardo nello scarico delle navi di cereali nei porti marocchini negli ultimi mesi, a causa delle fluttuazioni climatiche e dell'affollamento nelle operazioni di scarico, il che ha portato all'accumulo di un certo numero di navi e ha costretto alcune di esse ad attendere per periodi più lunghi.

Ha spiegato che questa situazione ha comportato un aumento delle tasse pagate agli armatori per il tempo di attesa, il che aumenta gli oneri finanziari derivanti dall'importazione e approfondisce il costo dell'approvvigionamento.

Scommessa sulle scorte e sulla produzione nazionale

Per quanto riguarda le scorte, Alaoui ha confermato che il Marocco dispone attualmente di una riserva di cereali sufficiente per circa tre mesi, ritenendo che la garanzia delle scorte strategiche rimanga una priorità assoluta a fronte della continua instabilità geopolitica e climatica a livello globale.

Il Marocco dipende fortemente dai mercati esteri per soddisfare una parte importante delle sue esigenze di cereali, il che rende la fattura di importazione molto sensibile a qualsiasi aumento dei costi dell'energia o del trasporto. Ogni aumento dei prezzi dei carburanti si riflette direttamente sul costo del trasporto dai paesi esportatori ai porti nazionali, il che potrebbe gravare sul bilancio delle importazioni e sui livelli delle scorte.

Nell'ultimo anno, il Marocco ha importato circa 6,48 milioni di tonnellate di grano al costo di 16,80 miliardi di dirham, rispetto all'importazione di 6,29 milioni di tonnellate al costo di 17,83 miliardi di dirham nel 2024.

Per quanto riguarda la produzione nazionale, Alaoui ha informato che le previsioni indicano la possibilità di ottenere un raccolto compreso tra 90 e 100 milioni di quintali di cereali durante l'attuale stagione agricola, tra cui tra 50 e 60 milioni di quintali di grano tenero, il che potrebbe contribuire a ridurre una parte importante della fattura di importazione.

Nello stesso contesto, il governo ha previsto, nell'ambito della legge finanziaria per l'anno 2026, che la produzione di cereali nel Regno durante l'attuale stagione raggiungerà circa 70 milioni di quintali.

Alaoui ha sottolineato, alla fine della sua conversazione, la necessità di continuare a prendere misure preventive per garantire la sicurezza alimentare, rafforzando le scorte strategiche e preparandosi ai diversi scenari possibili, soprattutto a fronte della continua volatilità dei mercati internazionali e dell'incertezza legata alle condizioni climatiche.