HIBAPRESS – Mohammed Zriouh
I confini tra Melilla occupata e il Marocco hanno subito cambiamenti drammatici negli ultimi anni, con una notevole diminuzione del movimento giornaliero, da circa 30.000 persone al giorno prima del 2020 a circa 7.500 attualmente.
Questa diminuzione è dovuta all'improvvisa chiusura imposta dalla pandemia di Covid-19 ai valichi di frontiera terrestri, una decisione che ha avuto profonde ripercussioni economiche e sociali sulla popolazione e sulle attività commerciali tra il Marocco e Melilla occupata. Questa diminuzione non è stata solo una riduzione dei numeri, ma un cambiamento radicale nel corso della vita delle persone e degli scambi commerciali.
La questione non si è limitata alla riduzione del movimento di persone, ma ha riguardato anche il movimento dei veicoli. Il numero di veicoli che attraversano quotidianamente è diminuito da circa 4.000 a soli 1.700, il che indica un grave danno per il trasporto e il commercio logistico. Questo cambiamento è la prova del profondo impatto economico che la pandemia ha avuto sulle relazioni commerciali tra la città occupata e il Marocco.
Ricorre il sesto anniversario della decisione di chiudere i valichi di frontiera terrestri tra il Marocco e Melilla occupata il 13 marzo, una decisione che ha colto tutti di sorpresa e ha portato alla paralisi del movimento. Il 12 marzo 2020, è stata annunciata la chiusura, entrata in vigore solo otto ore dopo, provocando una situazione di caos in cui centinaia di persone sono rimaste bloccate tra le due parti senza un tempo sufficiente per regolarizzare la propria situazione. Le autorità locali di Melilla non erano preparate a una tale crisi improvvisa, il che le ha spinte ad aprire centri di accoglienza temporanei per ospitare le persone bloccate.
In questa difficile situazione, sono stati creati campi temporanei a Melilla, tra cui un centro di accoglienza in una palestra e un campo nella piazza delle celebrazioni "Fi Pino". Alcune delle persone bloccate sono state trasferite in altri luoghi, come un'arena di corrida, in un gesto che riflette l'entità della sfida affrontata dalle autorità locali nell'affrontare questa situazione umanitaria di emergenza.
Nonostante il tempo trascorso e la parziale apertura del valico di frontiera di Beni Ensar nel maggio 2022, il movimento non ha riacquistato i suoi livelli normali. Oggi, il valico di frontiera di Beni Ensar rimane l'unico aperto tra Melilla occupata e il Marocco, dopo che la città aveva tre valichi principali prima della pandemia. In seguito all'imposizione di nuove condizioni da parte delle autorità marocchine, come la necessità di un passaporto per attraversare il confine, la situazione rimane complessa, poiché l'attraversamento è diventato più difficile per i cittadini che erano abituati ad attraversare il confine con la carta d'identità. Allo stesso tempo, la situazione di stallo nel movimento delle merci tra Melilla occupata e il Marocco continua, alimentando il dibattito politico in Spagna sulle conseguenze di questa situazione per l'economia locale.





