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L’avvocato Farouk Mehdaoui annuncia la rinuncia ai risarcimenti per la demolizione della sua abitazione nel quartiere Al Mohit a Rabat

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HIBAPRESS

L'avvocato Farouk Mehdaoui, consigliere del comune di Rabat per la Federazione della Sinistra, ha annunciato oggi, mercoledì, il suo netto rifiuto di beneficiare di qualsiasi risarcimento economico legato al caso della demolizione delle case nel quartiere Al Mohit, ribadendo il suo impegno per una posizione di principio derivante dalle sue convinzioni sui diritti umani e dalle sue precedenti lotte.

Mehdaoui ha spiegato, in un post pubblicato sulla sua pagina "Facebook", di aver documentato la sua decisione firmando una dichiarazione ufficiale di rinuncia, depositata presso un ufficiale giudiziario per notificarla alle autorità competenti, in un passo che, secondo lui, mira a "liberare la sua responsabilità" e porre fine a qualsiasi tentativo di sfruttare il suo caso o trasformare i diritti in privilegi personali. L'avvocato ha sottolineato che questo documento non è solo una procedura legale, ma rappresenta "una posizione storica" che riflette il suo costante impegno per i principi di dignità, giustizia e uguaglianza di fronte alla legge, ritenendo che il suo rifiuto del risarcimento non sia legato a considerazioni personali ristrette, ma rientri nel suo rifiuto di qualsiasi forma di compromesso sui diritti, indipendentemente dalle tentazioni o dalle pressioni. Nello stesso contesto, Mehdaoui ha sottolineato che la sua posizione non riflette un rifiuto delle istituzioni, ma al contrario mira a rafforzare la fiducia in esse, invitando al rispetto della legge e garantendo pari opportunità tra tutti i cittadini, sottolineando l'indipendenza della sua decisione e il suo sorgere lontano da qualsiasi calcolo o speculazione. Questa posizione arriva nel mezzo del dibattito in corso sui risarcimenti concessi ai residenti del quartiere Al Mohit colpiti dalle decisioni di demolizione, dove la dichiarazione di Mehdaoui solleva domande più ampie sulla natura del risarcimento e i suoi limiti, tra l'essere un diritto legittimo o un argomento soggetto a interpretazione e sfruttamento.