Voce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu Flag
Voce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu Flag

الرميد: نص التجاهر بالإفطار ليس فيه ما يعاب

Dimensione del carattere:
Nota: questa notizia è stata tradotta automatically e potrebbe contenere alcuni errori linguistici.

HIBAPRESS

مصطفى الرميد، l'ex ministro della Giustizia e delle Libertà, ha commentato l'articolo 222 del codice penale attraverso un post pubblicato in occasione del mese di Ramadan, affrontando il dibattito sul reato di interruzione pubblica del digiuno durante il Ramadan.

الرميد ha affermato che la questione viene sollevata ogni anno, ritenendo che alcune voci la trattino con "logica di rifiuto e ribellione" sostenendo che sia in conflitto con le libertà individuali. Tuttavia, ha sottolineato che l'articolo 222 rimane "chiaro e preciso", in quanto definisce accuratamente i casi di criminalizzazione, riguardando solo le persone note per la loro adesione alla religione islamica che interrompono pubblicamente il digiuno in luoghi pubblici senza una valida scusa legale. L'ex funzionario governativo ha chiarito che il testo di legge non punisce i non musulmani, né i musulmani che interrompono il digiuno in segreto, ed esclude anche coloro che hanno valide scuse legali, ritenendo che ciò rifletta un equilibrio tra la libertà individuale e il rispetto dell'ordine pubblico e dei sentimenti religiosi della società. In difesa della continuazione di questo articolo, الرميد ha ritenuto che la rottura pubblica del digiuno in spazi pubblici non possa essere classificata come libertà individuale, ma rientri, secondo le sue parole, nell'ambito della "provocazione dei sentimenti del pubblico", specialmente in una società a prevalenza islamica. Ha anche sottolineato che le leggi, in parte, si basano su ciò che la società concorda, aggiungendo che la maggioranza dei marocchini, con le loro diverse tendenze, rifiutano la rottura pubblica del digiuno durante il Ramadan, il che conferisce alla questione una dimensione religiosa e sociale. الرميد ha anche evocato le disposizioni delle convenzioni internazionali, ritenendo che consentano agli stati di limitare alcune libertà religiose a servizio dell'ordine pubblico e della sicurezza pubblica, sottolineando che questo principio è in linea con lo spirito dell'articolo 222. Al termine del suo post, ha sottolineato che questo articolo rimarrà in vigore, ritenendo che le chiamate a revocarlo non esprimano un'opinione legale quanto piuttosto riflettano posizioni contrarie alla religione e ai suoi riti, secondo le sue parole.