HIBAPRESS – A. Mahyaoui
La moschea Muhammad VI nella città di Meknes ha ospitato, la mattina dell'Eid al-Fitr, un'atmosfera spirituale eccezionale, dove il governatore della provincia di Meknes ha eseguito la preghiera dell'Eid insieme a una folla di fedeli, alla presenza di personalità ufficiali, civili e militari, in una scena che riflette il simbolismo di questa occasione religiosa per i marocchini.
Nelle prime ore del mattino, i cittadini si sono riversati nella moschea per eseguire la preghiera, in un'atmosfera caratterizzata da tranquillità e serenità, ripetendo i takbir che caratterizzano questo rito, in armonia con le tradizioni religiose che il Regno si preoccupa di preservare. Il sermone dell'Eid ha toccato i significati profondi che questo giorno benedetto porta con sé, in quanto tappa per rafforzare i valori di fratellanza e solidarietà, e un invito esplicito ad aderire allo spirito di responsabilità e solidarietà all'interno della società, evocando le lezioni di pazienza e gentilezza che il mese di Ramadan offre. Durante il sermone, sono state anche alzate le mani in preghiera per chiedere a Dio di proteggere il Comandante dei Credenti, Sua Maestà il Re Mohammed VI, e di dargli successo in ciò che è buono per il paese, con una preghiera per il Principe Ereditario Moulay Hassan, e tutti i membri della famiglia reale, e la pietà per i defunti Re Mohammed V e Hassan II. Dopo la fine della preghiera, il governatore e la delegazione che lo accompagnava si sono scambiati gli auguri con i cittadini, in un'atmosfera che incarnava lo spirito dell'Eid basato sull'amore e sulla comunicazione, in un'immagine che riflette la profondità dei legami sociali che caratterizzano la società marocchina.





