HIBAPRESS – Ahmed Al-Musaed
La scena sanitaria nella regione orientale ha assistito a un ampio dibattito sulla gestione del Centro Oncologico Regionale di Oujda, dove il deputato Omar Aanan, del gruppo socialista, ha rivolto una domanda scritta al Ministro della Salute e della Protezione Sociale in merito a "anomalie amministrative" presso il centro oncologico di Oujda; questa situazione ha spinto l'amministrazione del Centro Ospedaliero Universitario Mohammed VI a rompere il silenzio con un comunicato al pubblico per confutare quanto è stato diffuso.
La corrispondenza parlamentare aveva dipinto un quadro cupo della situazione all'interno del centro, parlando di "sequestro" di farmaci e antidolorifici nella farmacia dell'ospedale fino alla loro scadenza e privazione dei pazienti, oltre alla sospensione "arbitraria" di un medico specialista in terapia del dolore. Il deputato ha anche sottolineato il deterioramento delle condizioni di accoglienza dei pazienti e dell'unità di cure palliative, registrando restrizioni alle iniziative caritative e associative a sostegno dei malati di cancro. In cambio, l'amministrazione del Centro Ospedaliero Universitario di Oujda, nel suo comunicato esplicativo, ha confermato che il comfort dei pazienti e l'attenuazione del loro dolore sono al "centro delle sue preoccupazioni", chiarendo i seguenti punti: Terapia del dolore: Il centro ha confermato la fornitura di consultazioni mediche giornaliere supervisionate da un'élite di professori e medici in rianimazione e anestesia, sottolineando che ogni paziente con una prescrizione medica ha il pieno diritto di ottenere i farmaci disponibili "con piena trasparenza e senza discriminazione". Gestione delle donazioni: L'amministrazione ha chiarito che il processo di ricezione delle donazioni è organizzato secondo precise norme legali per garantire la sicurezza dei pazienti, in cui tutti i dati vengono registrati per garantire l'equità nella distribuzione. Il comunicato ha rivelato che il valore delle donazioni durante l'anno in corso ha superato i 350.000 dirham, il che riflette la fiducia dei donatori nell'istituzione.





