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La giustizia condanna un marito per aver pubblicato foto nude della moglie alla reclusione e alla multa

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HIBAPRESS

Un post dell'avvocato Abd al-Rahman al-Baqouri ha suscitato ampie reazioni, dopo aver puntato i riflettori su un caso giudiziario relativo alla violazione della privacy all'interno dell'istituzione matrimoniale, che si è concluso con la condanna di un marito attraverso vari gradi di giudizio.

I dettagli del caso riguardano un marito che ha fotografato la moglie in una posizione nuda, prima di conservare quelle foto sul suo telefono personale e, successivamente, minacciarla di pubblicarle sui social media se si fosse rifiutata di dargli denaro. Nonostante il rifiuto della moglie di sottomettersi a questo ricatto, il marito ha eseguito la sua minaccia e ha pubblicato le foto, il che l'ha spinta a rivolgersi alla giustizia presentando un reclamo al tribunale di primo grado di Agadir. Il tribunale ha condannato il marito a due mesi di reclusione effettiva, con una multa di 2.000 dirham e un risarcimento civile a favore della moglie di 15.000 dirham, sentenza confermata in appello dalla camera penale d'appello. La persona in questione non è stata convinta dalla sentenza, quindi si è appellata alla cassazione, ritenendo che il possesso di foto della moglie non costituisse un crimine a causa del rapporto coniugale, ma la Corte di cassazione ha respinto tale istanza. Il tribunale ha ritenuto che la legge non distinguesse tra coniugi e altri in relazione al possesso o alla pubblicazione di foto oscene che riguardano altri, sottolineando che la pubblicazione di queste foto sui social media costituisce una palese violazione della legge, indipendentemente dalla natura del rapporto tra le due parti. Pertanto, la Corte di cassazione ha confermato la decisione d'appello, rendendo definitiva la sentenza che condanna il marito alla reclusione e al risarcimento, a conferma giudiziaria della protezione della privacy e della criminalizzazione del ricatto digitale, anche all'interno dei rapporti coniugali.