La ministra delegata incaricata della transizione digitale e della riforma amministrativa, Amal El Fallah Seghrouchni, ha dichiarato lunedì 20 aprile alla Camera dei Rappresentanti che la decisione sull'ora legale è regolata da disposizioni legali e regolamentari e non è una decisione puramente settoriale o una misura isolata.
La ministra ha spiegato, rispondendo a una domanda orale nell'ambito di un tema unificato sull'"ora legale", presentata dal gruppo Progresso e Socialismo (opposizione) e da deputati non iscritti, che la questione dell'ora legale del Regno è inquadrata da testi legali e regolamentari, in primo luogo il decreto reale n. 455.67 del 2 giugno 1967, nonché il decreto n. 2.18.855 del 26 ottobre 2018, che prevedeva l'aggiunta di 60 minuti all'ora legale con la possibilità di sospendere l'applicazione di questo orario, se necessario.
Ha sottolineato che il governo, con i suoi vari settori, affronta questo tema secondo l'approccio istituzionale che richiede il rispetto delle competenze definite per ogni settore, indicando che il processo di valutazione degli effetti di questo sistema è soggetto a diversi fattori che devono essere affrontati in un quadro globale e responsabile, tenendo conto delle esigenze di integrazione economica e delle aspettative dei cittadini.
Seghrouchni ha osservato che il governo ha lavorato per sostenere questo sistema adottando una serie di misure e provvedimenti, che hanno riguardato principalmente l'adeguamento degli orari di lavoro nelle amministrazioni pubbliche secondo un approccio flessibile, l'adattamento dell'orario scolastico in base alle specificità territoriali, oltre al rafforzamento del coordinamento con i vari settori interessati, garantendo così la continuità del servizio pubblico in condizioni appropriate.
Ha sottolineato che "il governo è consapevole che questo argomento tocca i dettagli della vita quotidiana delle famiglie, dell'amministrazione, della scuola e dei vari aspetti dell'attività sociale ed economica", aggiungendo che "l'affrontare questo tema e continuare a gestire questo dossier, avviene in modo partecipativo e con la serietà necessaria e con spirito di responsabilità, e nel rispetto della legge e delle istituzioni, e privilegiando l'interesse pubblico secondo una logica di convergenza per garantire la chiarezza e la stabilità delle decisioni pubbliche.





