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Il bilancio del governo: la scommessa sulla sovranità idrica ed energetica di fronte alla siccità e alle fluttuazioni energetiche globali

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HIBAPRESS

In un contesto di siccità persistente e di aggravamento delle crisi internazionali, il Regno ha posto i dossier sull'acqua e sull'energia in cima alle sue priorità strategiche, considerandoli pilastri fondamentali per garantire la stabilità e rafforzare la sovranità nazionale.

Partendo da questo orientamento, il governo, in attuazione delle lungimiranti direttive reali, ha adottato un approccio preventivo basato sull'innovazione e sull'accelerazione del ritmo di realizzazione, che ha consentito di garantire l'approvvigionamento di acqua potabile e di limitare gli effetti dei cambiamenti climatici sui vari settori.

L'espansione dei progetti di desalinizzazione dell'acqua di mare è uno dei cambiamenti più importanti che la politica idrica ha visto durante questa fase, con il Marocco che è passato da esperimenti limitati a una produzione su larga scala, contribuendo a ridurre la pressione sulle risorse tradizionali e a soddisfare le esigenze delle città e delle aree costiere, oltre a sostenere le attività agricole e industriali in un contesto di scarsità di precipitazioni.

Nello stesso contesto, il progetto di collegamento tra i bacini di Sebou e Bouregreg emerge come una realizzazione strategica raggiunta in tempi record e con competenze nazionali.

Questo progetto non si è limitato a essere una soluzione temporanea, ma ha costituito un meccanismo efficace per trasferire l'eccesso idrico verso le aree che soffrono di carenza, contribuendo a garantire l'approvvigionamento idrico per l'asse Rabat-Casablanca, il cuore economico e demografico del Regno.

Questa connessione ha permesso una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse idriche, garantendo il loro flusso tra i bacini in base alle esigenze, risparmiando al paese scenari preoccupanti di carenza idrica, soprattutto a fronte del forte calo delle riserve delle dighe. Ha anche contribuito a proteggere il tessuto economico e a garantire la continuità dei servizi vitali, rafforzando così il concetto di sovranità idrica come una scelta strategica inevitabile.

Questa dinamica non è separata dall'ambizione di raggiungere la sovranità energetica nel Regno, dove le energie rinnovabili vengono sempre più utilizzate per alimentare gli impianti di desalinizzazione e i progetti di collegamento idrico, in un quadro di integrazione che rafforza l'indipendenza decisionale nazionale nella gestione delle risorse vitali.

In questo contesto, il Marocco continua con costanza il percorso della transizione energetica, consolidando il posto delle energie rinnovabili come scelta strategica per affrontare le sfide climatiche e garantire la sua sicurezza energetica. L'energia è passata dall'essere un semplice motore di crescita economica a un elemento chiave negli equilibri ambientali e sociali.

Durante questo mandato governativo, il Regno ha registrato progressi tangibili nella diversificazione del suo mix energetico, attraverso investimenti nel solare, nell'eolico e nell'idroelettrico, oltre alla partecipazione allo sviluppo dell'idrogeno verde.

In conclusione, il governo ritiene che il successo di questo progetto strategico passi attraverso la continuazione delle riforme strutturali, l'incentivazione degli investimenti e il sostegno all'innovazione e alle competenze nazionali, rafforzando così la posizione del Marocco come attore regionale di peso nel campo delle energie pulite e dello sviluppo sostenibile.