HIBAPRESS
L'associazione degli avvocati del Marocco è entrata in una nuova fase di escalation contro il Ministero della Giustizia, dopo che il suo ufficio ha rivelato l'intenzione dei procuratori dei diciassette consigli di presentare dimissioni di massa durante le assemblee generali straordinarie, in segno di protesta contro quello che hanno considerato un attacco continuo agli elementi fondamentali della professione legale e alle sue istituzioni rappresentative, a seguito dell'approvazione di emendamenti nell'ambito del progetto di legge sull'organizzazione della professione.
Questa posizione è arrivata a seguito di una riunione di emergenza tenutasi dall'associazione a Rabat, dove, in un comunicato, ha espresso il suo risentimento per quello che ha definito un passo indietro del Ministro della Giustizia rispetto agli accordi precedenti che erano stati concordati durante la preparazione degli emendamenti, ritenendo che il governo avesse preso un impegno, attraverso il suo presidente, con una formula consensuale con i rappresentanti della professione. L'associazione ha criticato il ricorso del Ministro della Giustizia alla presentazione di emendamenti verbali durante le discussioni, ritenendo che questa mossa violasse le usanze stabilite, soprattutto perché alcuni di essi, secondo il comunicato, riguardano le garanzie di indipendenza degli avvocati e la loro immunità professionale. Ha inoltre condannato il rifiuto degli emendamenti proposti da gruppi di maggioranza e opposizione che, a suo parere, miravano a rafforzare la posizione della professione e a proteggere la sua indipendenza. L'ufficio ha registrato quello che ha considerato un tentativo di indebolire il ruolo del procuratore all'interno del sistema professionale, attraverso disposizioni legali che l'associazione ha visto come un tentativo di emarginare questa istituzione simbolica con una storia lunga all'interno del collegio di difesa, ritenendo che il trattamento dei procuratori sia ora effettuato con la logica dell'inimicizia piuttosto che con la partnership istituzionale nella protezione della giustizia e dei diritti. Il comunicato ha sottolineato che la formula approvata dalla commissione Giustizia e Legislazione include disposizioni "regressive" che minano gli accordi precedenti, criticando quello che ha definito un linguaggio "inappropriato" pronunciato durante le discussioni parlamentari nei confronti dei procuratori della professione, sia da parte del Ministro della Giustizia che di alcuni deputati, ritenendo che ciò rifletta il desiderio di regolare i conti e ottenere vantaggi personali. In cambio, l'associazione ha sottolineato che i procuratori sono stati tra i principali difensori della garanzia di una rappresentanza equilibrata per i giovani avvocati e le avvocatesse all'interno dei consigli professionali, e si sono anche attenuti al principio di limitare il mandato del procuratore a un solo periodo per consolidare l'alternanza di responsabilità. Ha ritenuto che tutti i tentativi di creare divisioni all'interno del corpo professionale siano destinati al fallimento, sottolineando che la professione legale trae la sua forza dall'unità dei suoi componenti e dal rispetto delle sue tradizioni professionali, annunciando la continuazione di quella che ha definito "la battaglia di lotta" in difesa della professione, impegnandosi a rivelare nuove forme di protesta nella prossima fase, parallelamente al mantenimento delle riunioni dell'ufficio dell'associazione aperte. La commissione Giustizia, Legislazione e Diritti Umani della Camera dei Rappresentanti aveva approvato, giovedì sera, in una seduta che ha visto un'ampia discussione e la presentazione di oltre 500 emendamenti, di cui solo pochi sono stati approvati, (approvato) a maggioranza il progetto di legge n. 66.23 sull'organizzazione della professione legale, dopo essere stato sostenuto da 16 deputati dei gruppi di maggioranza, contro l'opposizione di 6 deputati dell'opposizione, senza registrare alcuna astensione.





