Voce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu Flag
Voce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu Flag

Le prossime elezioni ripristineranno la fiducia tra il cittadino e la politica?

Dimensione del carattere:
Nota: questa notizia è stata tradotta automatically e potrebbe contenere alcuni errori linguistici.

HIBAPRESS – Abdelatif Baraka

Potrebbe sembrare semplice, un elettore entra nell'ufficio elettorale, tiene in mano una penna normale, mette un segno e poi se ne va, ma ciò che è accaduto di recente in Gran Bretagna dimostra che i piccoli dettagli possono causare terremoti politici, perché quella semplice penna non era solo uno strumento, ma un'espressione di profonda fiducia nel fatto che il voto conti e che il risultato sia rispettato.

Nelle elezioni locali britanniche, le persone non hanno solo votato per scegliere i loro rappresentanti, ma hanno anche espresso un umore generale arrabbiato per una realtà economica faticosa, servizi pubblici in declino e élite politiche che sembravano lontane dalle loro preoccupazioni. Il risultato è stato sorprendente, con l'ascesa di una nuova forza politica e il declino dei partiti tradizionali che erano abituati a condividere il potere, il messaggio era chiaro e semplice allo stesso tempo: "Se non ci ascoltate, vi cambieremo".

Questa trasformazione non ha bisogno di essere complicata per essere compresa, l'elettore britannico non ha cercato la perfezione, ma qualcuno che lo ascoltasse, e quando ha sentito che la sua voce poteva davvero fare la differenza, l'ha usata senza esitazione.

Qui risiede la forza della vera democrazia, non solo nelle leggi, ma nella convinzione collettiva che le urne decidano e che la volontà popolare si traduca in realtà.

Lontano dalla Gran Bretagna, anche il Marocco si sta avvicinando a una nuova stazione elettorale, il contesto è diverso, ma la domanda è la stessa, il cittadino sente che la sua voce ha valore?

Molti marocchini non mettono in dubbio la forma delle elezioni quanto si chiedono la loro utilità, i risultati cambieranno qualcosa nella loro vita? Daranno alla luce delle élite vicine a loro? O le cose rimarranno le stesse, qualunque siano i nomi cambiati?

Qui, la discussione diventa più profonda del semplice "voto", la questione riguarda la fiducia, quando il cittadino perde questa fiducia, si astiene, e quando segue questa tendenza, le elezioni perdono la loro anima, anche se si svolgono nelle migliori condizioni tecniche.

La lezione che si può trarre dall'esperienza britannica è semplice e chiara, le persone partecipano quando sentono che le loro voci fanno la differenza, e puniscono quando le loro aspettative non sono rispettate, perché la democrazia vivente non è quella che impedisce la rabbia, ma quella che le permette di esprimersi all'interno delle urne invece che per strada.

In Marocco, la scommessa oggi non è solo organizzare elezioni di successo in termini di forma, ma renderle un momento significativo, un momento in cui il cittadino sente che la sua voce non è solo un numero, ma una decisione, e che la sua scelta può cambiare, o almeno rendere conto.

Alla fine, non è importante la penna, né l'urna in sé, ciò che conta è ciò in cui le persone credono quando vanno a votare. In Gran Bretagna, gli elettori hanno scritto il loro messaggio con una matita, e in Marocco, il messaggio non è stato ancora scritto… ma sarà scritto presto. E la domanda: sarà letta bene?