HIBAPRESS – da M. Mahyaoui
In una mossa che riflette la crescente svolta verso gli investimenti nel capitale naturale e culturale come approccio allo sviluppo territoriale sostenibile, il centro di accoglienza della città di Boulemane ha ospitato, lunedì scorso 18 maggio, un incontro di studio di alto livello dedicato al tema: "Il Geoparco e il turismo geologico nell'Atlante Medio: tra conservazione e sviluppo", in linea con la continua dinamica di portare alla luce il progetto del Geoparco dell'Atlante Medio Orientale.
Questo appuntamento scientifico arriva dopo l'incontro costitutivo allargato tenutosi presso la sede della prefettura della provincia di Boulemane il 15 gennaio 2026, durante il quale il governatore della provincia, Sig. Alal El Baz, ha sottolineato la necessità di mobilitare i vari attori per il successo di questo ambizioso progetto, considerandolo un progetto strategico in grado di dare alla regione una nuova identità territoriale basata sulla valorizzazione del patrimonio geologico unico di cui è ricca.
L'incontro di studio, presieduto dal Sig. Nourredine Haidar, Segretario Generale della prefettura della provincia di Boulemane, ha visto una presenza significativa che includeva il preside della Facoltà di Scienze di Dhar El Mehraz, affiliata all'Università Sidi Mohammed Ben Abdellah, insieme a funzionari territoriali e di sicurezza, capi delle comunità interessate dal progetto, rappresentanti di settori governativi e istituzioni turistiche e ambientali, oltre a esperti marocchini e internazionali delle università di Fes e Meknes e del Museo di Storia Naturale di Londra.
La sessione scientifica è stata un'opportunità per incrociare le visioni tra ricercatori, decisori politici e attori territoriali sulle grandi potenzialità offerte dal progetto del Geoparco, non solo come spazio per la protezione del patrimonio naturale, ma anche come leva economica, turistica e culturale in grado di creare una nuova dinamica di sviluppo nella provincia.
Le presentazioni scientifiche presentate durante questa giornata hanno evidenziato la ricchezza geologica e ambientale che caratterizza le regioni dell'Atlante Medio Orientale, sottolineando inoltre l'importanza di documentare la conoscenza scientifica e condividerla con gli attori locali, e di sviluppare meccanismi per proteggere i siti geologici di valore scientifico globale, soprattutto alla luce del crescente interesse internazionale per il turismo geologico e i geoparchi riconosciuti dall'UNESCO.
I partecipanti hanno anche discusso i modi per trasformare le risorse naturali della regione in un prodotto turistico sostenibile che concilia la conservazione delle risorse naturali con la creazione di opportunità economiche a beneficio della popolazione locale, attraverso la valorizzazione dei percorsi geologici, dei siti fossili e delle caratteristiche ambientali e culturali della regione.
Nel pomeriggio, i partecipanti si sono trasferiti al sito di scavo nella regione di Almo, appartenente alla comunità territoriale di Kiko, dove hanno esaminato sul campo i lavori di ricerca guidati da un team scientifico della Facoltà di Scienze di Dhar El Mehraz in collaborazione con esperti del Museo di Storia Naturale di Londra, in una missione scientifica continua fino alla fine di questa settimana, che mira a esplorare e documentare i dati fossili e geologici che potrebbero rafforzare la futura classificazione della regione all'interno delle reti internazionali di geoparchi.
Osservatori ritengono che il progetto del Geoparco dell'Atlante Medio Orientale non sia più solo un'idea accademica o ambientale, ma si sia gradualmente trasformato in un progetto territoriale integrato che porta con sé promesse di sviluppo, turismo e scienza, che potrebbero riposizionare la provincia di Boulemane tra le destinazioni ambientali e scientifiche emergenti a livello nazionale e internazionale.





