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La prigione di Khouribga 2 nega le accuse di negligenza sanitaria e conferma l’assistenza continua ai detenuti

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HIBAPRESS

L'amministrazione della prigione locale di Khouribga 2 ha emesso un comunicato esplicativo in risposta a quanto circolato sul sito di social network "Facebook" in merito a quella che è stata definita "una richiesta di soccorso sulle condizioni di detenzione e sulla situazione sanitaria nella prigione", attribuita al detenuto (H.R).

L'amministrazione dell'istituzione ha confermato che i dati circolati "sono infondati", ad eccezione di quanto riguarda il sovraffollamento, sottolineando che la prigione ospita effettivamente una popolazione carceraria che supera la sua capacità. Per quanto riguarda le accuse relative alla mancata fruizione di cure mediche, l'amministrazione ha chiarito che tutti i detenuti beneficiano dei servizi sanitari senza discriminazioni, confermando che il detenuto in questione riceve normalmente assistenza sanitaria, essendo stato visitato dal medico dell'istituzione il 6 maggio 2026, e precedentemente trasferito in ospedale il 3 aprile 2026. Il comunicato ha aggiunto che le ispezioni delle celle vengono effettuate regolarmente, soprattutto quando si ricevono informazioni che indicano la presenza o la circolazione di materiali proibiti all'interno delle celle, in conformità con le disposizioni legali e regolamentari in vigore. Per quanto riguarda l'alimentazione, l'amministrazione ha sottolineato che i pasti forniti ai detenuti sono soggetti a monitoraggio costante in termini di qualità, quantità, igiene e metodi di cottura, compresi gli alimenti menzionati nel post circolato. L'istituzione ha inoltre chiarito che il sequestro delle cinture delle scarpe sportive avviene regolarmente per tutti i detenuti, nell'ambito delle misure preventive volte a salvaguardare la sicurezza dei detenuti e la sicurezza interna dell'istituzione, ed evitare che vengano utilizzate per danneggiare se stessi o gli altri. Per quanto riguarda i "datteri", l'amministrazione ha confermato che l'acquisto è consentito solo durante il mese di Ramadan, per evitare che vengano utilizzati nei processi di fermentazione e trasformati in sostanze inebrianti all'interno dell'istituzione penitenziaria.