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“Non toccare mio figlio” loda la sentenza degli Emirati contro un coinvolto nell’abuso di minori marocchine

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HIBAPRESS

L'organizzazione “Non toccare mio figlio” ha espresso la sua soddisfazione per l'emissione di una sentenza giudiziaria da parte della magistratura degli Emirati Arabi Uniti che condanna una persona coinvolta nella pubblicazione di video che violano la dignità di ragazze minori in Marocco, e lo condanna a tre anni di reclusione con una multa di cinque milioni di dirham degli Emirati.

L'organizzazione ha affermato, in un comunicato stampa all'opinione pubblica, di aver seguito il caso "con responsabilità nazionale e dei diritti umani", considerando che la sentenza giudiziaria emessa indica serietà nell'affrontare lo sfruttamento dello spazio digitale per violare i diritti dei bambini, e consolida il principio dello stato di diritto nel perseguire i soggetti coinvolti in tali casi. Nello stesso contesto, l'organizzazione ha rivolto un saluto a quella che ha definito "vigilanza digitale" dei cittadini marocchini, degli utenti dei social media, dei blogger e degli attivisti che hanno contribuito, secondo il comunicato stampa, a monitorare e segnalare contenuti controversi, considerando che l'interazione digitale ha costituito una "prima linea di difesa" per proteggere la dignità delle minori e ha spianato la strada alle azioni legali e per i diritti umani. L'organizzazione ha inoltre apprezzato il seguito dei media nazionali al caso, invitando le testate giornalistiche, radiofoniche e televisive a continuare i loro ruoli nella diffusione della consapevolezza e nel rafforzamento della protezione dell'infanzia. L'organizzazione ha sottolineato che questo caso rimette in primo piano, secondo le sue stesse parole, l'importanza di continuare la discussione legislativa relativa alla riforma del codice della famiglia marocchino, garantendo una maggiore protezione dei diritti delle bambine e promuovendo l'interesse superiore dei bambini, nel quadro delle riforme in corso nel Regno. La presidente dell'organizzazione, Najat Anouar, ha concluso ribadendo l'impegno dell'associazione a continuare i suoi sforzi per difendere i diritti dell'infanzia, in coordinamento con i vari attori civili, i media e le istituzioni competenti.