Voce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu Flag
Voce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu Flag

Famiglie marocchine raccontano i dettagli di una giornata amara alle porte di Melilla occupata

Dimensione del carattere:
Nota: questa notizia è stata tradotta automatically e potrebbe contenere alcuni errori linguistici.

HIBAPRESS – Mohammed Zeriouh. Nonostante gli sforzi di sicurezza marocchini, il valico di "Beni Ansar" tra la città occupata di Melilla e Nador, ha subito, fin dalle prime ore della mattina di venerdì, un blocco totale del traffico e un'accumulo record di veicoli. Questa crisi soffocante coincide con il fine settimana che precede la festa di Eid al-Adha, durante la quale migliaia di famiglie della comunità marocchina residente all'estero sono affluite attraverso questa arteria, portando alla formazione di code chilometriche che si estendono nel profondo delle strade della città occupata.

Il processo di attraversamento verso il territorio marocchino si è trasformato in un vero e proprio calvario, dopo che il traffico si è fermato quasi completamente, e le auto si muovevano solo per pochi metri dopo lunghi periodi di attesa. All'una del pomeriggio, il tempo di attesa all'interno del valico ha raggiunto circa otto ore in alcune corsie, il che riflette l'enorme pressione che la capacità del valico ha dovuto affrontare di fronte agli enormi flussi di persone in fuga dalla sofferenza dell'espatrio per incontrare i propri cari. I passeggeri bloccati all'interno delle loro auto non hanno nascosto il loro forte risentimento per il ripetersi di queste inquietanti scene in ogni occasione religiosa o vacanza estiva, considerando che la permanenza della situazione così com'è nel 2026 è inaccettabile. Nonostante il cielo nuvoloso che incombeva sulla zona, gli alti livelli di umidità all'interno dei veicoli hanno moltiplicato la sofferenza, soprattutto per i bambini e gli anziani che hanno trascorso lunghe ore sotto il peso dell'intensa stanchezza e dei sentimenti di ansia e attesa. Sul lato pedonale, la situazione non era migliore, poiché la tensione e la stanchezza incombevano sui volti dei passanti che facevano la fila sotto il sole cocente. La fornitura di cure primarie e la concessione della precedenza a un caso medico urgente hanno causato piccoli scontri e discussioni tra alcuni cittadini, a causa della perdita dei nervi e della pressione dell'attesa per ore, prima che le parti interessate intervenissero per calmare la situazione e ripristinare l'ordine. Di fronte all'ondata di rabbia e alle richieste di ristrutturazione del valico e di fornitura di alternative organizzative flessibili, sono emerse altre voci tra gli automobilisti che hanno invitato alla calma e al realismo; alcuni di loro hanno considerato che percorrere la strada di Melilla occupata richiedeva preventivamente l'accettazione delle condizioni di transito e delle severe procedure di controllo in vigore nei valichi, sottolineando che il controllo di sicurezza e doganale è parte integrante della sovranità nazionale che deve essere rispettata qualunque sia il tempo impiegato. Nonostante la durezza delle condizioni e le lunghe ore di sofferenza, i viaggiatori hanno convenuto che l'opzione di ritirarsi o cancellare il viaggio rimane impossibile e fuori dalla sfera del pensiero; la motivazione alla base di questa difficoltà è il desiderio travolgente di parentela e di trascorrere la festa di Eid al-Adha, che è la più importante nel calendario islamico, con la famiglia; questo è stato riassunto da un autista che ha detto che il desiderio dei propri cari dall'altra parte rende sopportare queste code un tributo leggero e dovuto. Con l'avanzare delle ore serali, il flusso di auto provenienti dalla parte spagnola ed europea verso il valico è continuato senza sosta, mentre il ritmo di accoglienza e di attraversamento è rimasto lento e non è in linea con il numero di persone in partenza. Le code hanno continuato a puntare verso l'orizzonte, per riaffermare ancora una volta la profondità dei legami umani e sociali che legano i marocchini del mondo alla loro patria, che sfida con la sua forza tutte le barriere geografiche e gli ostacoli della lunga attesa.