HIBAPRESS – Ahmed El Msaed
L' "Associazione per la difesa dei marocchini vittime dell'espulsione forzata dall'Algeria" ha invitato il Ministero degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini residenti all'estero, a includere il dossier umanitario dei marocchini espulsi dall'Algeria nel 1975, nell'agenda di qualsiasi futuro negoziato o dialogo diplomatico che possa riunire Rabat e Algeri.
Ciò è avvenuto in una comunicazione ufficiale inviata dall'Associazione al Ministro degli Esteri, Nasser Bourita, firmata dal presidente del quadro legale, Mohamed El Aati Allah, in concomitanza con l'avvicinarsi del cinquantesimo anniversario di questi dolorosi eventi.
La comunicazione ha chiarito che il cinquantesimo anniversario di questa tragedia umana rimette in primo piano la sofferenza di migliaia di famiglie marocchine colpite da una deportazione di massa improvvisa, sottolineando che le operazioni sono state accompagnate da "gravi violazioni che includevano arresti arbitrari, confisca di proprietà immobiliari e commerciali, la rottura dei legami familiari, oltre alla privazione totale dei diritti civili e sociali".
L'organo per i diritti umani ha sottolineato che le conseguenze legali, psicologiche ed economiche di questa questione sono ancora in corso e gettano un'ombra sulle vittime e sui loro figli, ribadendo la richiesta di equità e risarcimento del danno collettivo e individuale dopo decenni senza una soluzione globale.
L'Associazione ha collegato l'evocazione di questo dossier con l'attuale dinamica diplomatica e regionale; evidenziando che le iniziative volte a stabilire la stabilità e la riconciliazione nella regione del Maghreb arabo, e il crescente sostegno internazionale al dossier del Sahara marocchino, richiedono di considerare le dimensioni umane in sospeso. "Qualsiasi futura iniziativa per avvicinare i punti di vista tra i due paesi vicini non dovrebbe limitarsi ai soli dossier politici e di sicurezza, ma dovrebbe porre la dimensione umana e la preservazione della memoria collettiva delle vittime dell'espulsione forzata al centro di qualsiasi dialogo, per garantire una vera riconciliazione basata sulla giustizia e la dignità." Estratto dalla comunicazione.
In un contesto correlato, l'Associazione ha esortato la diplomazia marocchina ad adottare questo dossier e a difendere i diritti delle vittime al recupero delle loro proprietà e al risarcimento dei danni in conformità con i patti e le convenzioni internazionali relativi ai diritti umani. Ha inoltre chiesto al Ministero di sostenere e supportare gli sforzi di difesa guidati dall'Associazione in sede internazionale, in particolare all'interno dei meccanismi del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e dei comitati specializzati delle Nazioni Unite.
L'Associazione ha concluso la sua lettera sottolineando che l'equità verso questa categoria e il risarcimento dei suoi danni costituiscono "un passo simbolico e umano essenziale verso la costruzione di una riconciliazione storica giusta e sostenibile che soddisfi le aspirazioni dei due popoli fratelli".





