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“Non toccare mio figlio” chiede un’indagine su un video che costringe un bambino a bere alcolici

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Nota: questa notizia è stata tradotta automatically e potrebbe contenere alcuni errori linguistici.

HIBAPRESS – Abdellatif Baraka

La circolazione di un scioccante video sui social media ha scatenato un'ondata di indignazione diffusa, dopo aver documentato il momento in cui un minore, di età non superiore ai sette anni, è stato costretto a bere una sostanza alcolica, in una scena descritta come "scuotente la coscienza umana" e che solleva profonde domande sulla protezione dell'infanzia negli spazi reali e digitali.

In questo contesto, l'organizzazione "Non toccare mio figlio" ha espresso la sua profonda preoccupazione e il suo forte disappunto per questo incidente, ritenendo che quanto documentato costituisca un grave attacco all'integrità fisica, mentale e alla salute di un bambino innocente, e riflette, allo stesso tempo, un preoccupante declino del livello di consapevolezza e responsabilità tra i responsabili.

L'organizzazione, in una dichiarazione di denuncia indirizzata all'opinione pubblica, ha sottolineato che tali azioni non possono in alcun modo essere giustificate o classificate come scherzi o giochi, ma sono un crimine completo e una palese violazione dei diritti fondamentali del bambino, in quanto comportano l'esposizione diretta della sua vita e del suo futuro psicologico e morale al pericolo.

L'ente per i diritti umani ha chiesto un immediato intervento giudiziario e di sicurezza, invitando la Procura generale e i servizi competenti, in particolare le unità di criminalità informatica, ad avviare un'indagine immediata per identificare le persone che compaiono nel video e il luogo delle riprese, in preparazione del loro arresto e del loro deferimento alla giustizia secondo quanto previsto dal codice penale marocchino e dalle convenzioni internazionali sulla protezione dell'infanzia.

L'organizzazione ha inoltre sottolineato la necessità di ordinare le massime sanzioni nei confronti dei responsabili, ritenendo che la tolleranza verso tali azioni ne incoraggi la ripetizione, soprattutto alla luce della crescente tendenza allo sfruttamento dei bambini per creare contenuti digitali scioccanti in cerca di "fama" o di intrattenimento irresponsabile.

Nella conclusione del suo comunicato, "Non toccare mio figlio" ha ribadito il suo impegno a difendere il bambino vittima e a sostenerlo, esortando i cittadini e gli utenti dei social media ad astenersi dalla ripubblicazione del video, per proteggere la sua identità e dignità, e a concentrarsi invece sulla segnalazione dei responsabili alle autorità competenti.

Questo incidente riapre il dibattito sulla necessità di rafforzare il controllo legale ed etico sui contenuti digitali e di rafforzare i meccanismi per proteggere i bambini da tutte le forme di sfruttamento e abuso, sia all'interno dello spazio familiare che attraverso le piattaforme digitali.