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La commission dei 24.. La risoluzione 2797 segna una svolta storica nel percorso della questione del Sahara marocchino

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HIBAPRESS

Gala Bahia, eletta della regione di Dakhla-Oued Ed-Dahab, ha affermato durante la conferenza regionale della Commissione dei 24 delle Nazioni Unite, tenutasi questa settimana a Managua, in Nicaragua, che l'adozione della risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha stabilito "una vera e propria svolta storica", aprendo la strada a "una nuova era dopo il 31 ottobre 2025", secondo la visione di Sua Maestà il Re Mohammed VI.

Ha spiegato, nel suo intervento in qualità di cittadina originaria della città di Dakhla e deputata eletta democraticamente nella regione, che questa risoluzione consolida una nuova dinamica internazionale nell'affrontare questa disputa regionale, che si manifesta attraverso cinque sviluppi principali.

L'oratrice ha sottolineato il riconoscimento esplicito e inequivocabile, da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che l'autonomia sotto la sovranità marocchina costituisce la soluzione più praticabile, realistica e sostenibile per risolvere questa controversia.

La signora Bahia, che partecipa a questa conferenza in qualità di eletta locale della regione di Dakhla-Oued Ed-Dahab, su invito ufficiale della presidente della Commissione dei 24, ha ricordato che più di 130 paesi sostengono l'iniziativa marocchina per l'autonomia, tra cui tre paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, vale a dire Stati Uniti, Francia e Regno Unito, oltre alla Spagna.

Ha anche evidenziato l'apertura di 32 consolati generali nel Sahara marocchino da parte di paesi di quattro continenti, considerando questa presenza diplomatica come "un'incarnazione tangibile del riconoscimento politico e della fiducia nella stabilità e nelle potenzialità economiche della regione".

D'altra parte, l'oratrice ha affrontato "la progressiva scomparsa del sostegno alla tesi separatista", ricordando che più di 50 paesi, tra cui recentemente il Mali e l'Honduras, hanno ritirato il loro riconoscimento della presunta "Repubblica Sahrawi".

Parlando degli attacchi terroristici del "Polisario" che hanno preso di mira la città di Smara il 5 maggio 2026, la signora Bahia ha sottolineato che queste azioni "sono in grado di spingere la comunità internazionale a interrogarsi seriamente sulla vera natura di questo gruppo separatista armato".

Ha sottolineato che l'ondata di condanne seguita a questi attacchi, provenienti da membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e da molti Stati membri delle Nazioni Unite e organizzazioni internazionali e regionali, dimostra che il "Polisario" costituisce "una minaccia per la pace e la stabilità regionali".

In questo contesto, ha ricordato le discussioni in corso all'interno del Congresso americano sulla possibile classificazione del "Polisario" come organizzazione terroristica.

La signora Bahia ha inoltre esaminato le nuove tendenze consacrate dalla risoluzione 2797, in particolare l'importanza attribuita al censimento della popolazione nei campi profughi di Tindouf, definendo questa misura necessaria per raggiungere una soluzione politica credibile e duratura.

In questo contesto, l'oratrice ha denunciato "la continua privazione dei diritti fondamentali", ricordando la persistente assenza di un censimento della popolazione nei campi di Tindouf, nonostante i ripetuti appelli del Consiglio di Sicurezza dal 2011.

Ha ritenuto che questa situazione rimanga "senza precedenti nella storia della protezione internazionale dei rifugiati", denunciando la malversazione degli aiuti umanitari, documentata da numerosi organismi internazionali, nonché le restrizioni alla libertà di movimento e al principio del rimpatrio volontario.

In contrasto con questa situazione, la signora Bahia ha evidenziato i profondi cambiamenti che stanno avvenendo nelle province meridionali, nel quadro del nuovo modello di sviluppo lanciato da Sua Maestà il Re Mohammed VI nel 2015, ricordando che questo modello ha mobilitato più di 100 miliardi di dirham, con un tasso di realizzazione superiore al 96%, che consente lo sviluppo di infrastrutture strategiche, progetti energetici, logistici e sociali strutturati.

In questo contesto, la signora Bahia ha menzionato l'autostrada Tiznit-Dakhla e il porto atlantico di Dakhla, che costituisce una piattaforma strategica che collega l'Africa, l'Europa e l'Atlantico.

L'oratrice ha inserito questa dinamica nel contesto delle grandi iniziative atlantiche lanciate da Sua Maestà il Re, in particolare l'iniziativa atlantica a favore dei paesi del Sahel, la serie di paesi africani atlantici e il gasdotto Africa-Atlantico, che incarnano "una visione africana integrata e coerente", basata sul rafforzamento della connettività, della cooperazione Sud-Sud e sulla trasformazione del Sahara marocchino in un polo strategico rivolto all'Africa e all'Atlantico.

Ha sottolineato la legittimità democratica di questo modello, ricordando che la popolazione delle province meridionali del Marocco è rappresentata attraverso istituzioni elette durante elezioni regolari e corrette, che registrano alti tassi di partecipazione.

La signora Gala Bahia ha osservato che "la convergenza tra i fatti sul campo e le posizioni internazionali è diventata evidente", sottolineando che l'autonomia sotto la sovranità marocchina "non è più un'opzione tra le altre, ma costituisce un quadro esclusivo sostenuto dal Consiglio di Sicurezza attraverso un consenso internazionale crescente".

Ha ribadito, in conclusione, che il Marocco mantiene "la mano del dialogo sincero" tesa verso l'Algeria, nel quadro del rispetto reciproco, del buon vicinato, della cooperazione e della stabilità regionale.