HIBAPRESS
Le tragedie del crollo degli edifici a rischio continuano in diverse città marocchine, causando pesanti perdite umane e materiali e suscitando, allo stesso tempo, una rinnovata ondata di preoccupazione tra i cittadini riguardo alla fragilità del tessuto urbano, soprattutto nelle città antiche e nei vecchi centri urbani.
Gli ultimi di questi incidenti sono stati registrati nelle città di Tetouan e Fes, dove questi eventi hanno riportato in primo piano il dibattito sull'efficacia delle politiche pubbliche volte a risolvere questo problema, che non è più visto solo come una questione tecnica o urbana, ma come una questione direttamente legata alla "sicurezza urbana e sociale" e al diritto dei cittadini a un alloggio sicuro. In questo contesto, l'"Organizzazione Democratica del Lavoro" ha espresso la sua profonda preoccupazione per quella che ha definito "limitata e debolezza degli interventi pubblici" nella gestione degli edifici a rischio crollo, ritenendo che il numero di incidenti ricorrenti rifletta una carenza strutturale nei meccanismi di prevenzione e intervento preventivo. La legge n. 94.12 relativa agli edifici a rischio crollo e all'organizzazione delle operazioni di riqualificazione urbana aveva istituito l'Agenzia nazionale per la riqualificazione urbana e la riabilitazione degli edifici a rischio crollo, conferendole ampi poteri che includono la preparazione di strategie e programmi, l'esecuzione di studi tecnici, la supervisione di progetti di riqualificazione urbana, l'intervento in situazioni critiche, oltre a compiti di supporto sociale e fornitura di alloggi temporanei e mobilitazione di finanziamenti. Tuttavia, l'organizzazione ritiene che il bilancio sul campo di questa istituzione, dopo anni dalla sua creazione, sia rimasto "limitato", non all'altezza delle competenze a lei legalmente delegate, sottolineando la continua dipendenza da un approccio incentrato su studi, relazioni e accordi piuttosto che su un intervento sul campo rapido e diretto. L'organizzazione solleva interrogativi sull'assenza di un intervento immediato e preventivo per proteggere i residenti a rischio, nonché sui limiti dei programmi di alloggio temporaneo e di supporto sociale, ritenendo che queste carenze riflettano la continuazione dello stesso approccio tradizionale che era stato adottato prima della creazione dell'Agenzia, senza realizzare un cambiamento qualitativo nei meccanismi di intervento o nella sua efficacia. Si è registrata anche l'assenza di una forte presenza territoriale dell'Agenzia a livello regionale e provinciale, che considera un ulteriore fattore di indebolimento della capacità di intervento rapido e vicino ai cittadini, soprattutto in situazioni di pericolo immediato. L'organizzazione ritiene che la ripetizione di incidenti di crollo in diverse città e villaggi marocchini riveli i limiti del modello attuale, chiedendo una revisione completa delle politiche pubbliche adottate in questo settore e una rivalutazione del quadro giuridico e istituzionale che lo regola. In questo contesto, l'organizzazione chiede l'apertura di un laboratorio nazionale per rivalutare la legge 94.12 e il modello istituzionale ad essa collegato, proponendo la creazione di una nuova istituzione nazionale con ampi poteri esecutivi e una presenza territoriale effettiva, in grado di intervenire in modo preventivo e rapido, e fornire soluzioni urgenti per l'alloggio e il supporto sociale, lontano dalla lentezza delle procedure e dalla complessità delle procedure. Sottolinea inoltre che la protezione della vita dei cittadini non può rimanere prigioniera delle procedure amministrative o delle complessità del coordinamento tra gli attori, ma richiede, a suo avviso, un apparato nazionale efficiente e operativo, dotato di risorse umane, finanziarie e tecniche sufficienti per intervenire prima che si verifichino i disastri, e non solo dopo che si sono verificati. L'organizzazione, alla fine della sua posizione, chiede una revisione completa della legge 94.12, una valutazione obiettiva dei risultati dell'Agenzia nazionale per la riqualificazione urbana e il superamento dell'approccio basato sugli accordi tradizionali, e l'istituzione di una nuova governance più efficace, che garantisca un intervento rapido e preventivo di fronte al pericolo degli edifici a rischio crollo.





