HIBAPRESS – A. Mahyaoui
In una scena che riflette l'entità della sofferenza che ancora vivono alcune remote zone montane, gli abitanti di diversi villaggi appartenenti alla comunità di Imilchil, nella provincia di Midelt, hanno intrapreso forme di protesta continue per chiedere la fine dell'isolamento e il miglioramento delle condizioni di vita, in mezzo a richieste di accelerare il ritmo dello sviluppo nelle aree colpite dalla fragilità delle infrastrutture e dall'assenza di servizi di base.
I villaggi di Tamarassin e Akdal hanno assistito, giovedì scorso, all'organizzazione di un presidio di protesta a cui hanno partecipato decine di residenti, che hanno innalzato slogan che chiedevano alle autorità competenti di intervenire urgentemente per soddisfare richieste a lungo attese, tra cui la generalizzazione della connessione alla rete elettrica e la riparazione di strade e sentieri rurali che rappresentano un problema quotidiano per i residenti, soprattutto durante i periodi di nevicate e piogge.
Le forme di protesta non si sono fermate qui, poiché gli abitanti del villaggio di Talmi hanno intensificato le loro azioni di lotta organizzando una marcia di protesta, oggi venerdì, durante la quale i partecipanti hanno percorso lunghe distanze a piedi e sul dorso dei muli, attraverso sentieri di montagna impervi, in un messaggio forte che riflette l'entità dell'emarginazione che i residenti sentono e il loro desiderio di far sentire la propria voce alle varie parti interessate.
I manifestanti hanno sottolineato che la continua assenza di infrastrutture di base aggrava la sofferenza delle famiglie locali e influisce direttamente sull'istruzione, sugli spostamenti e sull'accesso ai servizi sanitari e amministrativi, oltre alle sue ripercussioni negative sulle attività economiche e sociali nella regione.
Un certo numero di partecipanti ha ritenuto che i residenti di questi villaggi stiano ancora vivendo condizioni difficili che non sono in linea con la dinamica di sviluppo che il Regno sta vivendo in diversi settori, chiedendo l'avvio urgente di progetti di sviluppo che garantiscano la giustizia spaziale e raggiungano i requisiti minimi di una vita dignitosa.
Queste proteste rinnovano il dibattito sulla realtà delle aree montane e remote e sulla necessità di accelerare l'attuazione dei programmi di sviluppo rivolti al mondo rurale, al fine di garantire la fine dell'isolamento, migliorare le infrastrutture e avvicinare i servizi di base ai cittadini, in attuazione delle direttive volte a ridurre le disparità spaziali e sociali tra le diverse regioni del Regno.
I residenti dei villaggi in protesta attendono una reazione positiva da parte delle autorità competenti alle loro richieste, nella speranza di porre fine a una sofferenza che dura da anni e di raggiungere un vero sviluppo che renda il diritto ai servizi di base una realtà tangibile e non solo richieste sollevate nei presidi e nelle marce di protesta.





