HIBAPRESS
Un membro della comunità residente in Italia ha presentato una denuncia alle autorità competenti in Marocco, relativa a una sospetta frode nell'acquisto di un sacrificio dell'Eid, dopo che successivamente, secondo una perizia veterinaria ufficiale, l'animale macellato è risultato non idoneo al consumo umano a causa dell'ittero.
Secondo i dati rivelati dal coordinamento regionale dell'Organizzazione Democratica Marocchina per i Diritti Umani di Berrechid, sulla sua pagina "Facebook", l'accusatore, la cui famiglia risiede nella città di Daroua, nella provincia di Berrechid, ha acquistato due montoni da un venditore di pecore nella regione di Kisser, appartenente alla comunità di Ibn Sghir, nella provincia di Settat, dopo aver comunicato con lui tramite un annuncio pubblicato sui social media rivolto ai marocchini del mondo.
Secondo gli stessi dati, è stato concordato di vendere i due montoni al prezzo di 4.500 dirham ciascuno, per un totale di 9.000 dirham, l'accusatore ha pagato un anticipo di 1.000 dirham tramite un'agenzia di trasferimento di denaro, con il saldo da pagare al momento della consegna.
L'accusatore ha dichiarato di aver ricevuto i due montoni e di aver pagato l'intero importo rimanente, ma è rimasto sorpreso dopo la macellazione il giorno dell'Eid dalla comparsa di indicatori anomali sull'animale macellato, rappresentati dall'ingiallimento del colore e da cambiamenti a livello delle viscere, in particolare fegato, polmoni e milza, sollevando dubbi sulla sua idoneità al consumo.
Ha aggiunto che i tentativi di contattare il venditore sono falliti, dopo che ha continuato a tergiversare prima di chiudere il telefono la sera dell'Eid, cosa che lo ha spinto a ricorrere all'organizzazione per chiedere aiuto.

Dopo la registrazione di una denuncia in merito, il fascicolo è stato presentato alla Procura presso il tribunale di primo grado di Berrechid, che ha dato istruzioni per sottoporre l'animale macellato a una perizia veterinaria presso il servizio veterinario regionale, appartenente all'Ufficio nazionale per la sicurezza sanitaria dei prodotti alimentari.
Il 29 maggio 2026, l'animale macellato è stato trasferito al servizio veterinario regionale di Berrechid, dove è stato sottoposto a ispezione e controllo da parte di un team veterinario specializzato sotto la supervisione di Saida Sabri, capo del servizio, e con la partecipazione di veterinari specializzati.
I risultati della perizia hanno confermato che l'animale macellato non è idoneo al consumo umano, diagnosticando l'ittero (ittero), ed è stato sequestrato e distrutto in conformità con le procedure sanitarie e legali in vigore, consegnando alla vittima un certificato veterinario ufficiale che documenta i risultati dell'esame.
Secondo dati professionali diffusi, tra le possibili cause di questa malattia c'è l'uso di mangimi destinati agli uccelli da cortile nell'alimentazione del bestiame, una pratica vietata a causa dei rischi che può comportare per la salute del consumatore.
Da parte sua, l'Organizzazione Democratica Marocchina per i Diritti Umani ha chiesto l'apertura di un'indagine completa sulle circostanze del caso e la definizione delle responsabilità legali, con l'invito a intensificare i controlli sui mercati di vendita del bestiame e sulle fonti di mangime, e ad attirare l'attenzione sui rischi dell'utilizzo dei social media nella commercializzazione dei sacrifici senza garanzie sufficienti di qualità e sicurezza sanitaria, soprattutto per quanto riguarda i membri della comunità marocchina all'estero.
L'organizzazione ha inoltre elogiato l'intervento dei vari attori nel fascicolo, dalla Procura, alla Gendarmeria Reale, alle autorità locali, oltre al servizio veterinario regionale di Berrechid, ritenendo che il coordinamento tra loro abbia contribuito a gestire il caso in conformità con le procedure legali e sanitarie in vigore.





