HIBAPRESS – w.m.a.
La Repubblica del Burundi, davanti ai membri del Comitato dei 24 delle Nazioni Unite, ha rinnovato il suo sostegno al piano marocchino di autonomia nel Sahara, che costituisce "l'unica e sola base seria, credibile e realistica" per raggiungere una soluzione politica duratura a questa disputa regionale.
In una dichiarazione ufficiale durante la conferenza regionale del Comitato dei 24, tenutasi recentemente a Managua, in Nicaragua, la delegazione del Burundi ha accolto con favore anche l'adozione storica della Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ritenendo che costituisca una svolta storica e consacra il piano di autonomia sotto la sovranità marocchina come quadro di riferimento per il processo politico.
La delegazione ha inoltre evidenziato la crescente dinamica internazionale a favore dell'iniziativa marocchina di autonomia, sostenuta da oltre 130 paesi in tutto il mondo, invitando tutte le parti interessate, vale a dire Marocco, Algeria, Mauritania e "Polisario", a impegnarsi in modo costruttivo nel quadro del processo delle Nazioni Unite, sotto la supervisione dell'inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara.
Il Burundi, d'altra parte, ha elogiato il rispetto del cessate il fuoco da parte del Regno e la sua piena e costante collaborazione con la MINURSO, e ha inoltre condannato con forza qualsiasi azione che possa minare la stabilità regionale, in particolare l'attacco contro la città di Smara il 5 maggio 2026, descritto come una minaccia alla sicurezza regionale e agli sforzi di mantenimento della pace.
Inoltre, la delegazione ha sottolineato i progressi socio-economici "notevoli" nelle province meridionali del Regno, presentando gli importanti investimenti in infrastrutture, sviluppo umano, protezione dell'ambiente e valorizzazione del patrimonio culturale, che hanno contribuito a migliorare le condizioni di vita della popolazione locale e a rafforzare gli indicatori di sviluppo umano nella regione.
Ha inoltre elogiato il coinvolgimento attivo della popolazione del Sahara marocchino nella vita politica, economica e sociale della loro regione, attraverso le istituzioni democratiche e i processi elettorali, sottolineando anche la regolare partecipazione dei loro rappresentanti, eletti democraticamente, ai lavori e alle conferenze regionali del Comitato dei 24.
Per quanto riguarda i diritti umani, la delegazione del Burundi ha osservato di aver preso atto degli sforzi del Marocco, in particolare attraverso le commissioni regionali del Consiglio nazionale per i diritti umani nelle città di Laayoune e Dakhla, e della sua collaborazione con i meccanismi delle Nazioni Unite pertinenti.
Ha inoltre espresso preoccupazione per la situazione umanitaria nei campi profughi di Tindouf, invitando alla trasparenza nella distribuzione degli aiuti umanitari e al rispetto dei meccanismi di registrazione della popolazione detenuta in questi campi.





