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L’Interno si muove per proteggere le proprietà immobiliari dalle manipolazioni dei dipartimenti di correzione delle firme

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HIBAPRESS – Abdelatif Baraka

In una mossa preventiva con l'avvicinarsi dell'estate e delle prossime elezioni, le autorità territoriali di diverse regioni del Regno hanno avviato misure severe per monitorare le operazioni di "correzione delle firme", all'interno dei comuni e dei distretti, nell'ambito della protezione della sicurezza immobiliare e del contrasto alle violazioni legali.

Questa mossa è arrivata sulla base di direttive centrali che invitano a fermare alcune pratiche illegali, in particolare quelle legate alla certificazione di contratti consuetudinari che riguardano i diritti di proprietà, sebbene la legge richieda la registrazione formale delle transazioni immobiliari sotto pena di nullità.

Le misure hanno incluso l'invio di richieste urgenti a diversi comuni in merito a transazioni relative alla divisione di terreni e proprietà, con l'emissione di istruzioni severe per congelare l'approvazione di questo tipo di documenti, in quanto non conformi alle norme legali.

Le misure si sono estese anche per includere il divieto di approvazione di documenti di trasferimento di diritti reali, in particolare quelli relativi a progetti di edilizia sociale, dopo aver rilevato casi di rivendita illegale di unità abitative sovvenzionate dallo Stato.

In un contesto parallelo, il Ministero dell'Interno sta cercando di accelerare la digitalizzazione dei servizi di approvazione attraverso l'adozione della firma elettronica, al fine di semplificare le procedure e rafforzare la trasparenza, nonostante le sfide che questo progetto deve affrontare.

Questi passaggi arrivano anche sulla scia di dati che indicano sospetti di coinvolgimento di alcuni funzionari e dipendenti nel passaggio di contratti sospetti a favore delle loro conoscenze, cercando di evitare di sottoporli al controllo fiscale.

Queste misure indicano un approccio deciso per ripristinare il sistema di certificazione e porre fine a qualsiasi sfruttamento che possa minacciare la sicurezza delle transazioni immobiliari in Marocco.