HIBAPRESS – Fes
Il comune di Ouled Tayeb, e precisamente nella zona della cooperativa Al-Anouar, è testimone di una preoccupante diffusione del fenomeno della costruzione abusiva, in aperta sfida alle leggi in vigore, e in contrasto con il principio di pari opportunità e l'integrità dello Stato.
Edifici costruiti alla luce del giorno senza permessi, senza rispetto dei progetti o dei regolamenti edilizi, in mezzo a legittime domande dei residenti: chi protegge questa violazione? E chi chiude un occhio?
La cosa grave è come possano passare grandi lavori senza che il Mukaddam o lo sceicco ne siano a conoscenza? E come continuano i lavori senza redigere verbali o l'immediata sospensione?
La costruzione abusiva non produce solo quartieri fragili che mancano dei più elementari requisiti di sicurezza e servizi, ma semina anche il senso di discriminazione, mina la fiducia nelle istituzioni e invia un messaggio negativo secondo cui la legge si applica solo ai deboli.
Di fronte a questa "vergogna" urbana, i residenti attendono un'azione urgente e decisa da parte delle autorità regionali e provinciali, attraverso:
Aprire un'indagine imparziale su quanto sta accadendo nella cooperativa Al-Anouar.
Rendere responsabili tutti coloro che dimostrano negligenza o coinvolgimento, indipendentemente dalla loro posizione.
Sospendere immediatamente i lavori illegali e applicare le procedure repressive senza selettività.
Lo stato di diritto non si costruisce con gli slogan, ma applicando la legge a tutti. E Ouled Tayeb oggi ha bisogno di una decisione coraggiosa che ripristini l'ordine pubblico e ponga fine al caos edilizio che preannuncia gravi conseguenze se il silenzio continua.
La diffusione della costruzione abusiva non si limita solo alla cooperativa Al-Anouar, ma è diventata un fenomeno preoccupante in diversi quartieri di Ouled Tayeb, dove gli edifici non autorizzati si stanno espandendo in modo significativo, in clamorosa assenza di un rigoroso controllo, sollevando più di un punto interrogativo sul ruolo degli agenti delle autorità e delle parti interessate nel limitare questo caos urbano che minaccia la pianificazione urbana e danneggia la reputazione della regione nel suo complesso.
In un contesto correlato, un certo numero di cittadini della cooperativa Al-Anouar e in diversi quartieri di Ouled Tayeb afferma che il leader locale ha dichiarato, in più di un'occasione, che "questa cosa è vecchia, e io non ho niente a che fare con essa, e non è di mia competenza", cosa che ha suscitato un'ondata di ampio risentimento, soprattutto perché la legge ritiene le autorità locali responsabili del monitoraggio e dell'intervento immediato in tutto ciò che riguarda la costruzione illegale, vecchia o nuova.
Questo dato solleva domande fondamentali: se il leader non interviene, chi è legalmente autorizzato a intervenire? E chi si assume la responsabilità di ciò che accade sul campo?
Le autorità competenti agiranno prima che sia troppo tardi? O la costruzione abusiva rimarrà un altro titolo per l'impunità?





