HIBAPRESS – Rabat
Un nuovo scandalo è scoppiato negli ambienti sanitari e finanziari, a seguito dell'assegnazione di un appalto pubblico relativo ai servizi infermieristici presso il nuovo ospedale universitario di Agadir, in circostanze considerate da alcuni osservatori "oscure" e che sollevano più di un interrogativo sul modo in cui vengono gestiti gli appalti pubblici all'interno del Ministero della Salute.
Secondo i dati diffusi, l'appalto in questione ammonta a un valore annuo di 2 miliardi e 400 milioni di centesimi, e mira a gestire i servizi infermieristici all'interno di un'istituzione ospedaliera di recente apertura. Il capitolato d'oneri prevedeva chiaramente che l'azienda offerente avesse una precedente esperienza e comprovata competenza professionale nel campo dell'infermieristica. Tuttavia, gli stessi dati indicano che l'appalto relativo all'infermieristica è stato vinto da un'azienda specializzata principalmente in servizi di pulizia, nonostante non avesse, in origine, alcun registro professionale riconosciuto nel campo dell'infermieristica, sollevando forti interrogativi sul rispetto delle condizioni della richiesta di offerta e sul ruolo reale della commissione incaricata di aprire le buste e valutare i fascicoli. Fonti informate indicano che il capitolato d'oneri obbligava le aziende concorrenti a presentare certificati comprovanti l'esecuzione di precedenti servizi nel campo dell'infermieristica con un valore finanziario specifico, ma l'azienda vincitrice non aveva l'attività infermieristica inclusa nei suoi settori di attività legali al momento dell'assegnazione dell'appalto, prima di essere successivamente inclusa nella Gazzetta Ufficiale settimane dopo aver vinto l'appalto. Questo dato, secondo gli osservatori, apre la porta a due ipotesi altrettanto gravi, o il passaggio di un fascicolo non conforme alle condizioni legali con lassismo o presunta collusione delle autorità competenti, o la presentazione di documenti imprecisi o sospetti durante la fase di gara, che richiede un intervento urgente delle autorità di controllo e giudiziarie. In questo contesto, attivisti civili e persone interessate agli affari pubblici hanno chiesto l'apertura di un'inchiesta amministrativa e giudiziaria approfondita per definire le responsabilità e ordinare le sanzioni, soprattutto alla luce della circolazione di dati sull'ottenimento da parte della stessa azienda di altri appalti simili con il Ministero della Salute, rafforzando l'ipotesi di disfunzioni strutturali nel sistema di gestione degli appalti pubblici nel Ministero. Questa questione rimette in primo piano il dibattito sull'assenza di governance e trasparenza all'interno di un settore vitale e sensibile come quello della sanità, e solleva seri interrogativi sull'efficacia dei meccanismi di controllo e sulla responsabilità, soprattutto quando si tratta del diritto dei cittadini a servizi sanitari qualificati e rispettosi degli standard approvati. L'opinione pubblica attende ancora chiarimenti ufficiali dal Ministero della Salute, nonché i risultati di qualsiasi potenziale indagine, per rivelare la verità su quanto accaduto e garantire che non ci sia impunità. Nel tentativo di chiarire la posizione ufficiale, HIBAPRESS ha contattato il Ministero della Salute per avere la sua opinione su questi dati, ma il capo del dipartimento comunicazioni non ha risposto alle corrispondenze del giornale, il che solleva un reale problema di comunicazione istituzionale, che sarà affrontato in successivi articoli di stampa.





