HIBAPRESS – Ahmed Al Mosaed
Con l'avvicinarsi delle fasi a eliminazione diretta della Coppa d'Africa, ospitata dal Regno, l'"esercito di volontari" emerge come una delle chiavi più importanti per il successo di questo evento continentale. Il loro ruolo non si è limitato all'orientamento logistico, ma si è trasformato in uno specchio che riflette i valori dell'ospitalità marocchina e la prontezza delle risorse umane nazionali nell'organizzazione di importanti eventi internazionali, tra cui i Mondiali del 2030.
Numeri e criteri di selezione precisi
Il comitato organizzatore e la Confederazione Africana di Calcio (CAF) hanno adottato una mappa di distribuzione del personale che include 15.000 volontari, selezionati in base a rigorosi criteri che includono la padronanza delle lingue straniere (inglese e francese) e un'età minima di 18 anni. Questa forza lavoro è stata distribuita nelle città ospitanti nel seguente ordine:
Rabat e Casablanca: 4.500 volontari ciascuna (per concentrare il peso delle partite e dei tifosi).
Tangeri e Marrakech: 1.800 volontari ciascuna.
Fes e Agadir: tra 1.100 e 1.300 volontari. La formazione non si è limitata all'aspetto teorico, ma i volontari sono stati sottoposti a un'intensa formazione in 70 sedi dell'Ufficio per la Formazione Professionale (OFPPT), che comprendeva capacità di comunicazione, gestione delle crisi e protocolli di accoglienza per culture diverse.
Diversità sociale e sfide sul campo
L'"esercito di volontari" si distingue per la sua notevole diversità, in quanto comprende studenti marocchini, più di 1.000 studenti africani residenti nel Regno, oltre a quadri superiori e pensionati. Nonostante le difficili condizioni climatiche e le lunghe ore di lavoro negli aeroporti e nelle zone dei tifosi, i volontari hanno dimostrato un'elevata disciplina nell'affrontare alcune violazioni comportamentali, attenendosi al motto "Sorriso e professionalità".
Privilegi simbolici e prospettive future
Al di là dei compensi finanziari, il comitato organizzatore punta a investire nel "capitale umano". I volontari beneficiano di privilegi tra cui:
Certificati di apprezzamento: considerati un "passaporto" per partecipare all'organizzazione della Coppa del Mondo 2030.
Formazione professionale: affinare le competenze nei settori della comunicazione e della logistica.
Supporto logistico: fornire trasporti, pasti e uniformi per garantire la dignità dei volontari.
Il volontario marocchino oggi rimane il "soldato sconosciuto" che non si limita a guidare i tifosi al loro posto, ma costruisce la reputazione di una nazione che si prepara ad accogliere il mondo tra pochi anni.





