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Rapporto internazionale: allarmante calo dell’indice di felicità tra i marocchini

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Nota: questa notizia è stata tradotta automatically e potrebbe contenere alcuni errori linguistici.

HIBAPRESS – Abdellatif Baraka

Il rapporto "Felicità Mondiale" pubblicato dalla Rete delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile (World Happiness Report), ha rivelato che il Marocco ha registrato un notevole calo nell'indice di felicità, classificandosi al 112° posto su 147 paesi, dopo aver perso diverse posizioni rispetto agli anni precedenti.

Questo rapporto internazionale si basa sulla valutazione degli individui della qualità della loro vita, sulla base di molteplici indicatori tra cui il reddito, il sostegno sociale, la salute, la libertà e il livello di fiducia all'interno della società.

Questo calo non si ferma solo all'attuale classifica, ma riflette una traiettoria discendente continua, poiché il Marocco occupava posizioni migliori in passato, tra cui l'84° posto negli anni precedenti, prima di diminuire gradualmente negli ultimi anni.

I dati del rapporto indicano inoltre che il punteggio medio di valutazione della vita in Marocco non supera circa 4,6-4,8 punti su 10, un livello inferiore alla media globale che supera i 5,5 punti, riflettendo un chiaro divario nel senso generale di soddisfazione.

Il rapporto attribuisce questo calo a una serie di fattori interconnessi, tra cui le pressioni economiche, l'aumento del costo della vita, oltre ai rapidi cambiamenti sociali. Sottolinea inoltre l'influenza crescente dei social media, che sono diventati un fattore influente nella salute mentale, soprattutto tra i giovani.

In un contesto correlato, gli specialisti ritengono che questi indicatori non significhino necessariamente la diffusione diretta della depressione, ma riflettono un ambiente psicologico e sociale che potrebbe essere predisposto all'aumento dei livelli di ansia e stress, soprattutto data la scarsa accessibilità ai servizi di supporto psicologico e la continua stigmatizzazione ad essi associata.

Tra i numeri del rapporto e la realtà della vita quotidiana, la domanda stessa si pone con insistenza: siamo di fronte a una silenziosa crisi nella salute mentale, o solo un naturale riflesso delle trasformazioni di una società che vive al ritmo di rapidi cambiamenti?

Inoltre, il rapporto sulla felicità globale rimane uno specchio che richiama l'attenzione sugli squilibri profondi e invita a ripensare il concetto di sviluppo, non solo dal punto di vista dell'economia, ma anche dal punto di vista dell'uomo e del suo benessere psicologico.