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Scandalo umanitario all’ospedale Al Hassani di Nador… Corpi minacciati dalla decomposizione e i difensori dei diritti umani gridano “Dov’è la dignità?”

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Nota: questa notizia è stata tradotta automatically e potrebbe contenere alcuni errori linguistici.

HIBAPRESS – Mohammed Zriouh

L'Associazione marocchina per la difesa dei diritti umani di Azghanghan ha fatto esplodere una bomba rivelando una situazione "catastrofica" che grava sulla camera mortuaria dell'Ospedale Regionale Al Hassani di Nador, dove i battiti dei sistemi di refrigerazione si sono fermati da più di 15 giorni.

Questa grave paralisi tecnica ha trasformato l'importante struttura in un vero e proprio focolaio di preoccupazione, in mezzo allo stupore del silenzio dell'amministrazione nei confronti di un guasto che colpisce la santità dei defunti e minaccia la diffusione di odori di decomposizione nei corridoi dell'ospedale.

I difensori dei diritti umani, in un comunicato con toni duri, hanno avvertito che questa situazione non è più un semplice "guasto occasionale", ma si è trasformata in una "bomba a orologeria" che minaccia la sicurezza sanitaria dei lavoratori e degli utenti.

L'associazione ha considerato che il continuo accumulo di cadaveri a temperature inadeguate è una pugnalata alla dignità umana garantita dalla legge, e hanno descritto la scena come "un'emergenza sanitaria e ambientale" che non può aspettare o giustificazioni deboli.

In un appello di soccorso rivolto alle autorità competenti, l'associazione ha chiesto "un'allerta tecnica globale" per ripristinare i sistemi di refrigerazione inattivi, o per trasferire immediatamente le salme in strutture alternative che preservino la dignità dei defunti e la salute dei vivi.

L'associazione ha sottolineato che quanto accade nella "camera mortuaria" di Nador va oltre i limiti della negligenza ed entra nella categoria del disprezzo delle rigorose norme scientifiche e legali che dovrebbero essere disponibili in strutture così sensibili.

Le richieste dei difensori dei diritti umani non si sono fermate al solo aspetto della riparazione, ma hanno anche chiesto l'apertura di una "inchiesta sismica" per determinare le responsabilità, con l'istituzione di un piano di manutenzione preventiva per porre fine alla serie di "guasti cronici".

Hanno sottolineato che la situazione attuale non è rinviabile e non accetta soluzioni tampone, in quanto la questione riguarda una struttura pubblica in cui si presume la disciplina e non la negligenza, che potrebbe portare a conseguenze epidemiche indesiderabili.

L'associazione ha concluso il suo infuocato comunicato con un appello esplicito per l'attuazione del principio di "responsabilità" contro tutti coloro che sono stati coinvolti in questa negligenza che fa rabbrividire, sottolineando che continuerà a seguire questo "caldo" fascicolo fino a quando la dignità non sarà ripristinata nella camera mortuaria, e i diritti dei cittadini in un ambiente sanitario sicuro saranno protetti, lontano dalla politica delle "orecchie sorde" che potrebbe trasformare la struttura sanitaria in una fonte di epidemie.