HIBAPRESS – Mohammed Zariouh
Questo lunedì, 11 maggio, non è stato un giorno come gli altri nella periferia della città di Ben Tayeb, nella provincia di Driouch, ma è stato un momento di verità e di decisione. In un'operazione di sicurezza definita "chirurgica", elementi della Brigata Nazionale della Gendarmeria Reale sono riusciti ad arrestare una delle figure sospettate di appartenere alla rete del terrore che ha osato sparare contro i gendarmi due settimane fa, nell'incidente di "Kebdani" che ha tenuto con il fiato sospeso l'intera provincia di Driouch.
Sotto il segno del segreto e con un piano meticoloso che non ammetteva errori, le forze speciali hanno fatto irruzione in una casa nel "Dwar Asmayou" appartenente alla comunità di Wardana. L'incursione, che non ha lasciato spazio di manovra all'obiettivo, è stata il frutto di notti di inseguimenti e intense indagini tecniche e sul campo, culminate con l'assedio del nascondiglio e l'immobilizzazione del sospettato in una scena che riflette la determinazione dello Stato a sradicare le sacche di criminalità organizzata che hanno cercato di sfidare l'autorità della legge. I dati disponibili indicano che l'arrestato, un "barone" sulla quarantina con una fedina penale carica, non era un semplice membro, ma si ritiene fosse un collegamento chiave nella rete criminale. È stato scortato sotto stretta sorveglianza al centro territoriale della gendarmeria di Driouch, dove è attualmente sottoposto a un interrogatorio dettagliato volto a decifrare i "codici" di questa organizzazione e a rivelare le sue misteriose ramificazioni che si estendono attraverso i fili del traffico di sostanze stupefacenti. Tornando ai dettagli della "notte di piombo" a Ait Mayet, tutti ricordano come un'operazione di routine per rintracciare spacciatori di droga dura si sia trasformata in uno scontro a fuoco sanguinoso. Lì, a sangue freddo, i membri della banda hanno puntato le loro armi contro il petto dei gendarmi, sparando una raffica di proiettili che hanno ferito gravemente un gendarme a causa delle schegge, in un vile attacco che ha quasi causato la morte dei difensori della nazione. Quei colpi non sono stati solo un'aggressione fisica, ma una dichiarazione di guerra che ha richiesto una mobilitazione di sicurezza ai massimi livelli. Subito dopo l'attacco, la zona si è trasformata in un alveare dopo l'arrivo dei "commando" della Brigata Nazionale della Gendarmeria Reale di Driouch, che hanno preso in mano l'iniziativa e hanno iniziato una caccia agli "spettri" nel terreno accidentato della regione, impegnandosi a non tornare alla calma fino a quando non fosse stata completata la giustizia. L'arresto di questo sospettato rimane un "terremoto" che potrebbe rovesciare altre figure che ancora si nascondono. Un'approfondita ricerca con questa "preziosa preda" metterà le mani sui nascondigli delle armi e sui metodi di contrabbando di droga, in un chiaro messaggio a tutti coloro che osano scherzare con la sicurezza del Regno: "La mano della giustizia è lunga e il piombo traditore non passerà senza una resa dei conti".





