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La Corte d’Appello di Nador inasprisce le sentenze contro la rete di rapina di proprietà

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HIBAPRESS – Mohammed Zriouh

In una seduta maratona durata fino a tarda notte di lunedì, la Camera Penale d'Appello del Tribunale di Nador ha chiuso il fascicolo giudiziario spinoso riguardante una rete criminale specializzata nell'acquisizione di proprietà altrui. La pronuncia della sentenza è stata caratterizzata dall'inasprimento delle pene detentive nei confronti dei principali imputati, a conferma del rigore della magistratura nell'affrontare i reati di falsificazione che ledono la sicurezza immobiliare e la pace sociale.

Le sentenze d'appello hanno mostrato una tendenza al rialzo; l'organo giudiziario ha deciso di aumentare la pena detentiva per uno degli imputati da otto a dodici anni di reclusione effettiva dopo la sua condanna per accuse aggiuntive, e ha aumentato la pena per un secondo imputato a cinque anni di reclusione effettiva dopo la riqualificazione delle accuse mosse contro di lui come attore principale nel crimine di falsificazione di documenti ufficiali, mentre le restanti sentenze variavano tra la conferma di periodi fino a otto anni e la riduzione per altri imputati a due anni e due anni e mezzo. Sul piano civile e immobiliare, il tribunale ha sostenuto i diritti delle vittime emettendo ordini severi che prevedono la distruzione di tutti i contratti e documenti falsi oggetto della controversia e la loro cancellazione dai registri di documentazione. La corte ha inoltre ordinato la restituzione della proprietà rubata al suo proprietario originale in modo legale e l'annullamento di tutte le restrizioni e procedure amministrative derivanti dall'operazione di rapina, dichiarando la nullità di tutto ciò che è stato costruito sulla falsificazione. Nel contesto del risarcimento, il tribunale ha stabilito di aumentare l'importo del risarcimento civile a favore delle parti civili a 330.000 dirham, da pagare congiuntamente dagli imputati. In cambio, il tribunale ha confermato le sentenze di assoluzione emesse in primo grado nei confronti di altre due persone dopo che è emerso che non erano collegate alle accuse a loro rivolte, con l'ordine di restituire le garanzie finanziarie depositate a loro nome, consacrando così il principio di individualizzazione della pena e la costruzione di sentenze su prove schiaccianti. Questa sentenza pone fine a uno dei fascicoli più controversi dell'opinione pubblica nella regione orientale, inviando un forte messaggio a tutti i soggetti coinvolti nelle reti di falsificazione immobiliare. Gli osservatori hanno ritenuto che la decisione del tribunale di restituire immediatamente la proprietà e ripulire i registri immobiliari dalle impurità della falsificazione rappresenti un passo fondamentale nel rafforzare la fiducia nel sistema giudiziario e proteggere la proprietà privata da metodi di frode e rapina organizzata.