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Archeologia delle due sponde: il Marocco e la Spagna rileggono la storia da Tarragona

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HIBAPRESS – Mohammed Zariouh

In un panorama culturale che riflette la profondità dei legami storici e l'interazione culturale tra le sponde del Mediterraneo, il teatro del porto di Tarragona, in Spagna, ha ospitato un incontro scientifico e culturale di alto livello, dedicato a evidenziare la ricchezza del patrimonio storico e marittimo comune tra il Regno del Marocco e la Spagna; questo prestigioso spazio mediterraneo ha costituito una piattaforma per rievocare le radici comuni e far luce sui legami umani che, con il passare dei giorni, non hanno fatto altro che rafforzarsi e radicarsi.

Questo illustre raduno accademico si è svolto nell'ambito delle attività di irradiazione della "Cattedra di Studi Marocchini" dell'Università "Rovira i Virgili", una scena che traduce il crescente interesse per le questioni del patrimonio culturale e storico tra i due paesi; l'incontro ha visto la presenza significativa di un'élite di funzionari istituzionali, ricercatori e specialisti in archeologia, oltre a un gruppo di professori, studenti e personalità della società civile, contribuendo a consolidare uno spazio permanente per il dialogo intellettuale tra i due paesi vicini.

Sotto un titolo significativo e dalle dimensioni strategiche: «Archeologia marittima tra le due sponde: un patrimonio comune tra Marocco e Spagna», questa conferenza e la mostra ad essa collegata sono state organizzate su nobile iniziativa del Consolato Generale del Regno del Marocco a Tarragona, in stretta collaborazione con l'Istituto Nazionale di Scienze Archeologiche e del Patrimonio del Marocco, l'Istituto di Ricerca sull'Evoluzione Umana e Sociale di Tarragona (IPHES) e con la partecipazione attiva dell'Università Mohammed I di Oujda, oltre all'eccellente supporto logistico fornito dalla Fondazione "Qassed per la Formazione".

I dettagli di questa sessione scientifica sono stati gestiti con grande competenza dal professor Jordi Carbonell, direttore della cattedra, e sono stati avviati dal ricercatore e professore dell'Istituto (IPHES) Robert Sala, con un intervento di valore in cui ha esaminato i risultati di due decenni di fruttuosa collaborazione scientifica nella regione orientale del Marocco; a ciò sono seguite presentazioni scientifiche solide presentate dal dottor Abdeljalil Bouzoukar, direttore dell'Istituto Nazionale di Scienze Archeologiche e del Patrimonio, e dal professor Mohammed Chazli, che hanno informato i presenti sulle scoperte archeologiche più recenti e importanti a cui il suolo marocchino ha assistito di recente e che hanno stupito gli ambienti scientifici internazionali.

Le discussioni degli oratori si sono ramificate per toccare questioni fondamentali legate alla conservazione e alla protezione del patrimonio marittimo mediterraneo, sottolineando l'estrema importanza della ricerca archeologica nello svelare i segreti del passato e il ruolo della cooperazione scientifica internazionale come canale indispensabile per una comprensione più profonda della storia dell'umanità e delle civiltà successive che hanno fatto del bacino del Mediterraneo la loro culla nel corso dei secoli, creando così un'eredità universale che richiede la sinergia degli sforzi per documentarla e proteggerla.

In un discorso emotivo e politico eloquente, la signora Ikram Chahine, Console Generale del Regno del Marocco a Tarragona, ha sottolineato i profondi legami antropologici, dicendo: «Le nostre origini risalgono tutte all'Africa», esprimendo allo stesso tempo il suo profondo orgoglio per la prestigiosa posizione che il Marocco occupa oggi come punto di riferimento mondiale imprescindibile nel campo dell'archeologia e come prima culla della civiltà umana, come dimostrano le straordinarie e significative scoperte archeologiche che il Regno ha realizzato negli ultimi anni.

L'incontro non si è limitato al dibattito intellettuale, ma si è esteso al tocco emotivo visivo dei presenti attraverso una mostra fotografica tematica dedicata al patrimonio marittimo e archeologico comune, poiché la mostra ha offerto al pubblico in generale e agli interessati un'opportunità unica di viaggiare nel tempo e di conoscere da vicino gli angoli della memoria storica condivisa e le manifestazioni dell'eredità marittima che ha forgiato l'identità culturale delle due sponde del Mediterraneo.

A margine di questo evento e a coronamento della visita della delegazione dell'Istituto Nazionale di Scienze Archeologiche e del Patrimonio, si sono svolti proficui incontri di lavoro e visite istituzionali all'Istituto (IPHES) e all'Istituto Catalano di Archeologia Classica (ICAC); è stato concordato di lanciare un progetto di accordo di partenariato tripartito promettente che riunisce l'Istituto Nazionale di Scienze Archeologiche e del Patrimonio, l'Università Mohammed I di Oujda e l'Istituto (IPHES), in un passo pratico volto a istituzionalizzare e sviluppare la cooperazione scientifica e archeologica tra queste istituzioni illustri, seguita da un tour esplorativo della delegazione dei monumenti della città romana di "Tarraco", classificata come patrimonio mondiale dall'UNESCO, per concludere la visita con l'affermazione del primato di Tarragona come spazio secolare di incontro tra le civiltà.