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Inzgane.. La Corte di Cassazione rimescola le carte del “Mercato della Libertà”

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Nota: questa notizia è stata tradotta automatically e potrebbe contenere alcuni errori linguistici.

HIBAPRESS – Abdellatif Baraka

Il caso del "Mercato della Libertà" nella città di Inzgane torna a dominare il dibattito legale ed economico nella regione di Souss-Massa, a seguito di una decisione della Camera Commerciale della Corte di Cassazione di Rabat che ordina la nullità della sentenza d'appello emessa dalla Corte d'Appello Commerciale di Agadir, con il rinvio del fascicolo a un altro organo per riesaminare la questione, riaprendo così uno dei più importanti casi commerciali e immobiliari della regione.

La controversia riguarda la società incaricata della gestione e dello sfruttamento del mercato, dove due partner avevano precedentemente presentato un ricorso contenente accuse di irregolarità nella gestione, tra cui, secondo quanto riportato nei documenti del fascicolo, il mancato rispetto di alcune disposizioni legali che regolano le società a responsabilità limitata, in particolare per quanto riguarda lo svolgimento delle assemblee generali e la presentazione dei bilanci annuali e dei rapporti finanziari.

Secondo la decisione del 25 febbraio 2026, con il numero 1/165 nel fascicolo commerciale numero 2025/1/3/1188, i ricorrenti hanno confermato di possedere il 50% del capitale sociale della società sin dalla sua fondazione nel 2003, sottolineando che i manager non hanno tenuto le assemblee generali per anni e non hanno consentito ai partner di accedere ai documenti contabili, oltre a informazioni relative al modo in cui vengono gestite le entrate della società, punti che sono ancora oggetto di contenzioso in tribunale.

Il tribunale commerciale di Agadir aveva inizialmente ordinato la rimozione dei manager e la nomina di un agente per convocare un'assemblea generale straordinaria, ma la Corte d'Appello Commerciale ha annullato questa decisione, ritenendo che le azioni imputate ai manager non fossero sufficienti per un motivo legittimo di rimozione a causa della mancanza di prova del danno subito dalla società.

Tuttavia, la Corte di Cassazione, nella sua ultima decisione, ha ritenuto che la Corte d'Appello non abbia applicato correttamente le disposizioni dell'articolo 69 della legge n. 5.96 sulle società a responsabilità limitata, evidenziando che il testo non richiede la prova del danno e che la semplice violazione degli obblighi legali del manager, come la mancata preparazione dei rapporti annuali o la mancata convocazione delle assemblee generali, può costituire un motivo legittimo di rimozione.

Questa decisione è vista come un importante sviluppo legale, soprattutto alla luce delle polemiche che accompagnano la gestione del "Mercato della Libertà", originariamente istituito per regolamentare l'attività commerciale e limitare il caos dei venditori ambulanti, prima di trasformarsi in oggetto di contenziosi giudiziari e domande ricorrenti sui metodi di gestione.

I dati disponibili indicano che il progetto ha visto operazioni di commercializzazione dei locali commerciali in cambio di somme di denaro significative, nell'ambito di ciò che è noto come "anticipi di affitto" o "vendita di chiavi", mentre i commercianti continuano a pagare gli affitti mensili, il che solleva interrogativi per diversi professionisti sulla misura in cui viene rispettato il capitolato d'oneri che inquadra il progetto.

Gli stessi dati suggeriscono inoltre che il terreno che ospita il mercato appartiene originariamente alla comunità territoriale di Inzgane, mentre il capitolato d'oneri, in uno dei suoi punti, prevede un tetto massimo per l'affitto, mentre alcuni commercianti sostengono che gli importi effettivamente versati potrebbero superare tale tetto, dati che rimangono a loro volta oggetto di discussione tra le parti interessate.

L'investitore che supervisiona il progetto beneficia del diritto di sfruttamento privilegiato che dura diversi decenni, il che ha reso il metodo di gestione di questo complesso commerciale oggetto di attenzione da parte di attori e professionisti locali, soprattutto alla luce delle crescenti richieste di chiarimenti sugli aspetti finanziari e contrattuali ad esso associati.

Il "Mercato della Libertà" si estende su una superficie di quasi 10 ettari nella zona sud della città di Inzgane e comprende più di 1.600 locali commerciali, oltre a numerose strutture e spazi dedicati a frutta e verdura e parcheggi, il che lo rende uno dei più grandi progetti commerciali della regione.

In attesa di ciò che risulterà dal nuovo rinvio del fascicolo alla Corte d'Appello Commerciale con un nuovo organo, questo fascicolo rimane aperto a possibili sviluppi, in attesa che i settori professionale e locale monitorino i suoi esiti e le sue implicazioni per le centinaia di commercianti legati a questo spazio commerciale.

Il giornale ha cercato di contattare la società, ma non è stato possibile ottenere un commento dalla sua direzione in merito alla presentazione del suo punto di vista sul fascicolo.