Voce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu Flag
Voce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu FlagVoce di menu Flag

Porto di Nador West Med: richieste di equità per le competenze locali

Dimensione del carattere:
Nota: questa notizia è stata tradotta automatically e potrebbe contenere alcuni errori linguistici.

HIBAPRESS – Mohammed Zriouh

L'opinione pubblica nelle province di Nador e Driouch si chiede, con crescente amarezza: fino a quando questa regione sarà considerata solo un terreno adatto ad ospitare grandi progetti, mentre i suoi figli sono esclusi dai frutti di questi investimenti? La realtà solleva una vera e propria problematica sulla validità dei progetti strategici se non sono organicamente legati allo sviluppo umano dell'ambiente geografico in cui vengono realizzati.

Il porto di Nador West Med, costruito sul nostro suolo provinciale, è diventato agli occhi di molti un "ente isolato" dalla sua profondità sociale, soprattutto quando si organizzano giornate di reclutamento aperto lontano dalla regione, come se i giovani di Nador e Driouch non esistessero o non fossero qualificati per soddisfare le esigenze di questo pilastro economico.

In questo contesto, il giornalista Mohammed Benomar, in un suo post, ha criticato questo approccio, stupendosi del trasferimento delle "giornate di reclutamento aperto" nella città di Oujda, ritenendo che ciò consolidi una mentalità esclusiva che promuove l'errore secondo cui Nador "possiede solo il mare e non le competenze".

Benomar ha sottolineato che questa emarginazione sistematica spinge i giovani della regione alla disperazione, in un momento in cui le due province soffrono di un'emorragia costante di emigrazione, sottolineando che il porto costruito sulla terra di Nador e Driouch dovrebbe dare priorità ai figli della regione e ai suoi laureati, piuttosto che spingerli verso le barche della morte a causa della mancanza di equità e giustizia spaziale.

Queste pratiche amministrative inviano messaggi scoraggianti a un'intera generazione di giovani, che si chiede con stupore: ci viene chiesto di accontentarci del ruolo di spettatori di progetti colossali che vengono costruiti davanti ai nostri occhi, e poi siamo costretti a emigrare alla ricerca di opportunità di lavoro in altre città? Trasferire le opportunità di lavoro al di fuori delle due province contraddice fondamentalmente gli slogan di "giustizia spaziale" adottati dallo Stato e fa sentire i cittadini di Nador e Driouch estranei nella propria terra, come se le due province fossero diventate semplicemente un sito geografico per lo sfruttamento e non per una partnership di sviluppo.

Nonostante Nador e Driouch siano state e continuino ad essere un serbatoio di competenze, il modo in cui le autorità competenti agiscono sembra suggerire una persistenza nell'ignorare queste energie. Per rispondere al pretesto della "debolezza delle competenze locali", Benomar evoca modelli onorevoli dei figli di questa terra che hanno lasciato il segno su percorsi globali, come Ahmed Boutaleb, Mohammed Wahbi, Najat Belkacem e Ibrahim Diaz; nomi che hanno dimostrato che la mente di Nador e Driouch è in grado di innovare ed eccellere a livello globale quando le viene fornito un ambiente equo e pari opportunità.

Infine, è giunto il momento di porre fine a queste decisioni che fanno sentire i nostri figli come stranieri in progetti realizzati sulla loro terra. Nador e Driouch non sono solo uno spazio vuoto sulla mappa, ma una terra viva con la sua storia, le sue competenze e il suo pieno diritto all'equità. Invitiamo i responsabili a occuparsi seriamente di questo dossier e ad aprire le porte del porto ai giovani della regione, perché il vero sviluppo non si costruisce attraverso l'emarginazione, ma attraverso la valorizzazione delle energie e il coinvolgimento dei figli della terra nella costruzione del loro futuro, che parte da qui.