Per mesi, le agenzie di intelligence americana e israeliana, inclusa la Central Intelligence Agency (CIA), hanno monitorato da vicino i movimenti della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e degli alti leader iraniani, dal suo luogo di residenza alle persone che incontra e ai suoi metodi di comunicazione, in preparazione all'esecuzione di un attacco strategico.
Fonti informate hanno detto a CNN che la sorveglianza includeva alti funzionari militari e politici iraniani, che raramente si riuniscono con Khamenei in un unico luogo. Negli ultimi giorni, l'opportunità si è presentata quando i principali leader hanno pianificato di incontrarsi sabato mattina in luoghi separati all'interno del complesso di Teheran che ospita gli uffici della Guida, la presidenza e l'agenzia di sicurezza nazionale. L'orario della riunione è stato considerato un'opportunità d'oro, quindi i piani d'attacco sono stati modificati dalla notte al giorno. Il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano, Eyal Zamir, ha inviato una nota ai piloti dell'aeronautica militare, affermando: "Stiamo facendo la storia. Avete il permesso di colpire i vostri obiettivi. Mi fido di voi". Intorno alle sei del mattino, ora israeliana, aerei israeliani equipaggiati con munizioni di alta precisione e missili a lungo raggio hanno lanciato l'attacco al complesso in una serie di coordinamento con gli Stati Uniti. Le fonti hanno riferito che i tre siti che ospitavano i leader iraniani sono stati presi di mira contemporaneamente, e l'attacco, secondo l'annuncio di Donald Trump sui social media, ha provocato la morte di Khamenei e di un certo numero di alti funzionari iraniani con lui. Le motivazioni dell'improvvisa riunione degli alti leader iraniani, tra cui il comandante delle Guardie della Rivoluzione e il ministro della Difesa, rimangono poco chiare, mentre l'operazione ha rivelato il grado di sviluppo delle capacità di intelligence americana e israeliana all'interno dell'Iran e la rapidità di azione quando si presenta l'opportunità giusta. L'operazione è stata preceduta da intensi preparativi che hanno incluso un ampio dispiegamento militare americano nella regione, colloqui diplomatici indiretti con l'Iran e visite di coordinamento tra funzionari dell'esercito e dell'intelligence israeliani, Trump e Netanyahu. I rischi sono stati valutati, sono state discusse opzioni militari e diplomatiche, tenendo conto delle possibili reazioni e della natura dell'azione militare che potrebbe garantire la protezione delle risorse americane. Questa operazione conferma storicamente la capacità degli Stati Uniti e di Israele di pianificare in anticipo, collegare le informazioni di intelligence ed eseguire attacchi precisi nel cuore di un sistema complesso, mentre molte domande rimangono sul futuro e sulla stabilità regionale dopo questo tragico evento.





