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Immagini satellitari rivelano l’entità dei danni ai siti missilistici iraniani

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Immagini satellitari hanno documentato l'enorme devastazione che ha colpito i siti di produzione e lancio di missili balistici iraniani, dopo settimane di intensi raid americani e israeliani. Esperti militari hanno confermato che quattro siti principali per la produzione di missili hanno subito gravi danni, oltre a non meno di 29 basi di lancio, compromettendo la capacità dell'Iran di attuare la sua strategia militare centrale nel tempo attuale.

I raid aerei hanno distrutto piattaforme di lancio in superficie e ostacolato l'accesso ai missili immagazzinati sottoterra, oltre a interrompere temporaneamente la produzione di nuovi missili, secondo le analisi degli esperti di immagini e fonti a conoscenza dell'arsenale iraniano. I siti presi di mira includevano i complessi di Khojir, Parchin, Hakimiyeh e Shahroud, che sono centri vitali per la produzione di carburante solido e liquido necessario per l'operazione di missili balistici a corto e medio raggio. Le immagini hanno mostrato la distruzione di dozzine di edifici all'interno dei complessi militari, compresi centri di ricerca e sviluppo e linee di produzione, mentre i raid hanno bloccato gli ingressi dei tunnel dei depositi di missili sotterranei, ostacolando l'accesso alle armi immagazzinate. Gli esperti hanno ritenuto che questi attacchi ritarderanno notevolmente l'equipaggiamento delle piattaforme di lancio, dando agli Stati Uniti e a Israele un margine più ampio per controllare la situazione sul campo prima della ricostruzione delle capacità missilistiche iraniane. I funzionari di HIBAPRESS hanno confermato che i danni attuali superano l'entità della distruzione subita dall'Iran durante i precedenti conflitti, compresa la guerra di 12 giorni della scorsa estate e gli attacchi israeliani dell'ottobre 2024. Hanno sottolineato che il targeting del carburante solido, più comunemente utilizzato nei missili a corto raggio, in realtà ostacola la capacità dell'Iran di condurre qualsiasi attacco rapido, mentre la produzione di carburante liquido a più lungo raggio richiede più tempo e aumenta l'esposizione delle strutture ai raid. Gli esperti hanno concluso le loro analisi sottolineando che la continuazione di questi attacchi indebolirà significativamente l'arsenale iraniano e costringerà Teheran a riconsiderare i suoi programmi missilistici nei prossimi mesi. Mentre gli Stati Uniti e Israele continuano a monitorare i siti sensibili tramite satelliti, la domanda rimane sulla capacità dell'Iran di ripristinare la produzione di missili o di sviluppare alternative strategiche che mantengano l'equilibrio di potere in Medio Oriente.