HIBAPRESS – Abdellatif Baraka
Un video ampiamente diffuso che mostra il presidente ugandese Yoweri Museveni che presta giuramento per un settimo mandato presidenziale all'interno di quella che sembrava una teca di vetro a prova di proiettile, ha suscitato un'ampia ondata di commenti sarcastici e diverse interpretazioni politiche sui social media, dove la scena non è più solo un normale momento protocollare, ma si è trasformata in un fertile materiale per l'interpretazione, tra chi lo ha visto come un riflesso di massime misure di sicurezza in un contesto politico sensibile, e chi lo ha considerato un'immagine simbolica intensa di una lunga governace che ha superato la logica della tradizionale rotazione del potere.
Nei commenti che non sono privi di sarcasmo politico, molti commentatori hanno detto che la "teca di vetro" non è più solo una misura precauzionale, ma è diventata una metafora pronta per descrivere una lunga fase politica, dove il concetto di eleggibilità elettorale viene riformulato ogni volta in un modo in cui il cambiamento appare limitato all'orizzonte, mentre la stessa scena di leadership rimane notevolmente presente.
Altri hanno ritenuto che la continuazione della stessa leadership per lunghi mandati consecutivi trasformi le elezioni, a loro avviso, da un momento di aperta competizione politica a un "rituale periodico di rinnovamento della legittimità" piuttosto che un vero e proprio trasferimento di potere.
Tra le interpretazioni che vedono in questo un segno di stabilità politica e della capacità dello Stato di controllare il suo ritmo di sicurezza, e altre che criticano ciò che definiscono l'assenza di reale rotazione al governo, la scena è rimasta confinata all'interno di quella "teca di vetro" non solo come barriera fisica, ma come simbolismo aperto alle domande della politica africana contemporanea: dove finisce la sicurezza e inizia il significato politico del potere?.





