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Smantellata un’impero familiare per il riciclaggio di denaro della cannabis a Melilla occupata

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Nota: questa notizia è stata tradotta automatically e potrebbe contenere alcuni errori linguistici.

HIBAPRESS – Mohammed Zeriouh

In un duro colpo di sicurezza contro le ramificazioni dei mafiosi del contrabbando internazionale attraverso il Mediterraneo, la polizia nazionale spagnola è riuscita a smantellare una misteriosa rete familiare, che gestiva una delle più complesse operazioni di riciclaggio di denaro sporco derivante dai baroni della cannabis.

L'operazione a sorpresa ha portato alla caduta di tre menti nella presa della sicurezza nella città occupata di Melilla, con loro è crollato il muro di segretezza che ha circondato la loro attività sospetta per molti anni. Dietro le quinte, i tre arrestati – un uomo e due donne imparentati strettamente – non erano solo una famiglia normale, ma gli investigatori sospettavano che fossero "la mente finanziaria" specializzata nel trasferimento e nel flusso di enormi profitti della droga. Secondo i dati ufficiali delle autorità spagnole, questo duo femminile e l'uomo eccellevano nell'inventare complessi trucchi finanziari per nascondere il denaro sporco e re-iniettarlo nelle arterie dell'economia attraverso transazioni e proprietà sontuose che sono state presentate falsamente con un aspetto legale pulito. Questa clamorosa caduta non è stata una coincidenza, ma è stata il frutto di una grande operazione di sicurezza chiamata "Samba", che è l'estensione diretta e feroce di precedenti indagini tempestose chiamate "Nightmare-Igrega". Sono i raid che in precedenza sono riusciti a rintracciare e smascherare i fili di una rete marittima molto pericolosa, specializzata nel contrabbando di tonnellate di cannabis sulle onde del Mediterraneo verso le coste spagnole. Lo sfondo drammatico del caso risale ai rifugi del contrabbando marittimo, in particolare al 2024, quando le autorità sono riuscite a sequestrare una grande spedizione di cannabis del peso di circa 1,5 tonnellate al largo delle coste di Almeria. Ed è l'operazione che è stata seguita da una vasta campagna di arresti che ha spazzato via più di dieci sospetti, e ha formato il primo filo che ha portato gli investigatori in seguito a rivelare ciò che si celava dietro i conti della famiglia Melilla e a inseguire le loro ricchezze nascoste. Con l'ingresso delle indagini nella loro fase più eccitante, i servizi di sicurezza spagnoli, in stretta coordinazione tra le unità antidroga e la criminalità finanziaria, hanno condotto quattro blitz simultanei e veloci a Melilla alla fine di aprile. I raid hanno portato al congelamento e al sequestro conservativo di cinque proprietà di lusso, una nella città andalusa di Malaga e quattro a Melilla, con un valore finanziario allettante di quasi 960.000 euro. E il conteggio non si è fermato alle proprietà, ma la persecuzione si è estesa all'essiccazione delle piccole arterie finanziarie della rete; poiché le severe misure includevano il congelamento di conti bancari segreti contenenti più di 18.000 euro, e la confisca di un'auto di lusso valutata a circa 30.000 euro, oltre a contanti "in contanti" e documenti di grande importanza, descritti come "la scatola nera" che rivelerà i dettagli del loro impero finanziario. I retroscena dell'indagine hanno rivelato che i membri della famiglia si sono affidati a un trucco classico ma esposto agli esperti di criminalità finanziaria, che consiste nell'effettuare depositi in contanti ripetuti e in importi frazionati all'interno del tradizionale sistema bancario per dare un carattere legale fuorviante ai fondi. E questo colpo arriva per confermare la determinazione delle autorità spagnole a intraprendere una guerra di logoramento incessante, che non si limita solo al sequestro della droga, ma si estende alla distruzione del potere finanziario dei baroni del contrabbando attraverso il Mediterraneo.