HIBAPRESS – Yassine Dhmiri
In una delle operazioni di intelligence e militari più complesse nella storia del conflitto tra Israele e Iran, sono stati rivelati i dettagli del piano che ha portato all'uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, secondo quanto riportato dalla CNN, citando funzionari israeliani e fonti a conoscenza dell'operazione.
L'attacco, condotto nell'ambito di un'operazione congiunta tra Stati Uniti e Israele, non è stato un evento improvviso o una decisione istantanea, ma il risultato di anni di lavoro di intelligence accumulato, basato su ampie violazioni tecnologiche e sistemi avanzati di analisi dei dati alimentati dall'intelligenza artificiale.
Secondo il controverso rapporto pubblicato dalla CNN, le telecamere di traffico sparse per le strade di Teheran hanno svolto un ruolo fondamentale nella costruzione di un'immagine accurata dei movimenti dei funzionari e delle strutture sensibili all'interno della capitale iraniana.
Una fonte israeliana nello stesso rapporto ha indicato che queste telecamere erano state violate anni fa da un'unità speciale che lavorava in Israele, consentendo l'ottenimento di trasmissioni in diretta e il monitoraggio quotidiano dei modelli di movimento, fornendo così un'enorme base di dati che è stata successivamente utilizzata per identificare obiettivi sensibili con alta precisione.
L'hacking delle telecamere di sorveglianza stradale di Teheran ha permesso di monitorare i movimenti di tutti, cittadini comuni e funzionari, in particolare sulle strade principali. I movimenti di diverse persone che sono state prese di mira per mesi sono stati monitorati, quando escono dalle loro case, con chi, dove vanno, quando tornano, chi frequenta i luoghi in cui vanno, e così via.
L'attento monitoraggio delle telecamere di sorveglianza stradale violate per mesi ha permesso di identificare i luoghi degli incontri segreti in cui si incontravano i responsabili delle decisioni in Iran, che cambiavano di volta in volta, ma l'hacking della rete di telecamere consentiva all'unità speciale di monitoraggio, secondo lo stesso rapporto, di identificare qualsiasi movimento "strano ed eccezionale" in un altro luogo, aumentando la probabilità che fosse organizzato per una riunione specifica e quindi intensificando il suo monitoraggio e la sua analisi.
I dati visivi da soli non erano la base dell'operazione, in quanto sono stati fusi con informazioni di intelligence umana, intercettazioni di comunicazioni, immagini satellitari e molteplici dati di sicurezza, all'interno di un sistema sofisticato in grado di elaborare enormi quantità di informazioni e convertirle in coordinate precise da utilizzare per dirigere gli attacchi.
La fonte ha descritto questo sistema come una "macchina per la produzione di obiettivi" che si basa su algoritmi avanzati che analizzano i dati ed estraggono modelli precisi, prima di presentare i risultati a team umani specializzati che effettuano la revisione finale e prendono la decisione.
Il rapporto ha indicato che questo tipo di integrazione tra tecnologia e decisione umana è diventato un elemento cruciale nelle guerre moderne, dove lo scontro non è limitato alla forza militare tradizionale, ma si estende al cyberspazio e all'analisi dei big data.
Sebbene l'attacco a Khamenei fosse stato proposto per anni, l'opportunità non era disponibile in precedenza a causa delle rigorose misure di sicurezza che lo circondavano, ma il giorno dell'operazione ha visto la disponibilità di informazioni che indicavano la sua presenza in un luogo specifico all'interno di Teheran insieme a diversi alti comandanti militari, il che è stato considerato un'opportunità rara per prendere la decisione di attuare l'attacco.
L'attacco è stato seguito da un annuncio ufficiale della televisione iraniana sulla morte della Guida Suprema, utilizzando l'espressione "ascensione al rango di martirio", in riferimento alla sua uccisione in circostanze di combattimento.
Il rapporto ha anche chiarito che l'operazione non è stata esclusivamente israeliana, poiché gli Stati Uniti hanno partecipato con sostegno di intelligence e tecnico, comprendente capacità di sorveglianza e disturbo elettronico, e questo è avvenuto in un momento in cui Washington era impegnata in un percorso negoziale travagliato con Teheran sulla questione nucleare, in mezzo a divergenze di opinioni tra l'amministrazione americana e il governo israeliano sull'efficacia di tali negoziati.
Secondo quanto riportato dalla CNN, la leadership israeliana ha ritenuto che le possibilità di raggiungere un accordo accettabile fossero limitate, il che ha rafforzato la tendenza verso un'opzione militare decisiva.
L'assassinio di una figura della statura della Guida Suprema nel cuore di Teheran non rappresenta solo un'operazione militare, ma un evento politico che potrebbe rimodellare gli equilibri di potere nella regione. L'Iran ha dichiarato il lutto ufficiale e ha promesso rappresaglie, mentre i livelli di allerta sono aumentati in diversi paesi della regione.
Gli osservatori ritengono che quanto accaduto rifletta un cambiamento qualitativo nella natura dei conflitti moderni, in cui la tecnologia, dagli attacchi informatici all'intelligenza artificiale, è diventata un elemento centrale nel processo decisionale militare.
In questo contesto, l'operazione sembra un chiaro esempio di una nuova fase di guerre, in cui le battaglie vengono combattute attraverso schermi e algoritmi tanto quanto vengono combattute nei campi di battaglia tradizionali.





